Da genitore posso confermare che non vi è nulla di più spaventoso che vedere o anche solo pensare alla sofferenza del proprio figlio, del temere per la sua vita; per guarirlo saremmo disposti ad interpellare i migliori esperti in medicina, a sottoporlo a innumerevoli quantità di visite ed esami, a sperimentare nuove medicine o nuovi trattamenti. Il funzionario, invece, lo affida a Gesù, gli chiede in maniera insistente di scendere nella sua casa per guarirlo, ma Gesù non lo segue: si limita ad annunciare la guarigione del figlio (“Va’, tuo figlio vive”). E il funzionario, invece di arrabbiarsi o rimanere deluso, si rimette in cammino verso la propria casa, pieno di fiducia per le Parole che gli sono state dette. PAROLE! Non fatti, non segni, semplici parole…. Che gran fede ha dimostrato! Ed è stato proprio il suo atto di fede a portare nella sua casa la vera salvezza.
Credere alla parola è vivere! Credere senza cedere alla tentazione di inutili ragionamenti, del bisogno di certezze e rassicurazioni o senza pretendere segni: credere, fidarsi e basta!
