Quaresima, camminare insieme

desertoCiao Amici, per noi POG la quaresima è sempre un momento forte, nel quale la Parola ci aiuta a vivere bene quest’attesa. Abbiamo pensato di condividere con tutti voi, alcuni pensieri, riflessioni, immagini per vivere insieme un cammino per incontrare e abbracciare Qualcuno che ci sta cercando da sempre.

PASQUA: LA NOSTRA GIOIA FIORISCE NEL GIARDINO DI UN SEPOLCRO VUOTO.

A Pasqua tutti corrono, perché l’Amore ha fretta, è sempre in ritardo sul bisogno di vita e sulla fame di abbracci. Maria di Magdala, Pietro e l’altro discepolo corrono al sepolcro più importante della storia. Non il sepolcro di un personaggio storico, importante ma UN SEPOLCRO VUOTO. La morte è stata vinta. Se ai piedi della Croce si radica la nostra gioia, la nostra fede,  nel giardino di una tomba vuota fiorisce la nostra speranza. Nel giardino di una tomba vuota scompare dal vocabolario dell’Amore la parola “Ormai”. Il Signore Gesù con la sua resurrezione ci ha detto che la morte non ha l’ultima parola sulla vita perché più forte della morte è l’Amore! Tutto passa l’unica cosa che rimane è l’Amore. Tutto ciò che avvolgiamo nell’amore rimane! A noi scegliere e decidere se credere o no a quest Amore. Se fare o no entrare l’Amore di Dio nelle nostre vite, nella consapevolezza che con Lui o senza di Lui non è la stessa cosa, non è la stessa vita.

PASQUA: Passaggio da una vita senza di Lui ad una vita con Lui.

Buona Pasqua da tutti i POG

Settimana Santa – Sabato Santo


Oggi sulla terra c’è grande silenzio, e invece la morte non ci capisce più nulla. Un uomo era morto, ma adesso negli inferi c’è grande confusione. Dio vuole salvare proprio tutti. Partendo da Adamo ed Eva, prendendolo per i polsi, ridandogli vita.
Oggi è il giorno dell’Amore che opera nel silenzio. Come una mamma che abbraccia il suo bimbo che ha paura, come un papà che rimbocca le coperte, come una suora che nel silenzio della cucina riversa il suo amore per i suoi figli cucinando tutto il giorno. Perché Dio è più concreto che mai, ieri ne abbiamo avuto la prova oggi non lo vediamo, e domani.. sarà festa.

Buon silenzio

Settimana Santa – Venerdì 14 Aprile (Gv 18,1-19,42)

crocifisso

Quante cose si potrebbero dire su questa pagina di Vangelo, se non fosse per l’epilogo si potrebbe anche cogliere il lato un po’ comico…
Giuda arriva nel giardino con un gruppo di soldati, quanti? Forse 5? 10? Soldati abituati alla guerra, con spade, scudi, armature… e poi ci sono anche alcune guardie del Tempio, anche loro armate…
Come se oggi vedessimo una schiera di poliziotti in tenuta antisommossa…
E cosa succede?
Di fronte a un uomo solo, disarmato e che si consegna spontaneamente… loro indietreggiano e cadono?
Una volta preso, Gesù viene legato… chiaramente, ha fatto di tutto per non essere preso…

Scusate la divagazione e torniamo un po’ più seri come le circostanze richiedono.

La Pasqua è il centro di tutta la nostra fede, ma non ci sarebbe Pasqua senza la giornata di oggi. Non ci può essere resurrezione se prima non si muore, come non può nascere nulla se il seme non muore nella terra.
Dopo duemila anni siamo ancora qui a ricordare quell’uomo che morendo sulla croce e poi risorgendo ci ha salvati. Ma è dovuto salire su quella croce, ha dovuto subire ogni sorta di umiliazione, ha patito dolori indicibili con la fustigazione. E ogni volta che noi guardiamo quella croce con quella scritta I.N.R.I. Ogni volta Lui ci dice Io Non Ritorno Indietro. Lo ha fatto per me, lo ha fatto per te, lo ha fatto per ciascuno di noi. E lo rifà continuamente, ogni volta che con il nostro peccato lo feriamo.

Conosciuta e spesso citata è una pagina del vescovo di Molfetta, don Tonino Bello. “Nel Duomo vecchio di Molfetta, c’è un grande crocifisso di terracotta. L’ha donato, qualche anno fa’, uno scultore del luogo. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l’ha addossato alla parete della sagrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: collocazione provvisoria. La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell’opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata… Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce. La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo… Coraggio, fratello che soffri. La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre collocazione provvisoria. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane… Coraggio, fratello che soffri. C’è anche per te una deposizione dalla croce. C’è anche per te una pietà sovrumana. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua. Ecco un volto amico, intriso di sangue e coronato di spine, che sfiora con un bacio la tua fronte febbricitante. Ecco un grembo dolcissimo di donna che ti avvolge di tenerezza. Tra quelle braccia materne si svelerà, finalmente, tutto il mistero di un dolore che ora ti sembra assurdo… Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga”.

Settimana Santa – Giovedì 13 Aprile (Gv 13, 1-15)

Negli ultimi momenti prima della sua morte Gesù impartisce le più grandi lezioni agli apostoli, ma come al solito non capiscono, non sono pronti.
Gesù insegna loro che bisogna umiliarsi per gli altri, gettare via il proprio egoismo, il credere di essere migliori degli altri e servire. Lo fa lui stesso e i discepoli si scandalizzano, quello che Gesù fa (lavare i piedi agli altri, lavaggio rituale prima dei pasti) lo facevano gli schiavi non ebrei, oppure lo si poteva chiedere agli schiavi ebrei per punirli, umiliarli.
I discepoli non comprendono perché il loro maestro stia facendo questo, perché Egli si stia umiliando così, perché non vogliono accettare quello per cui devono essere resi puri ovvero l’ultimo sacrificio a Dio. Sì, perché dopo che Gesù si consegna non saranno necessari sacrifici, è Lui l’agnello sacrificale, e lui che viene posto sull’altare che è la croce.

Buon Triduo a tutti…

Settimana Santa – Mercoledì 12 Aprile (Mt 26,14-25)

Risultati immagini per confusione

Anche oggi nel Vangelo, come personaggio di spicco troviamo Giuda.

…quante volte anche io sono stata come Giuda? Con un debole per la ricchezza e con un’idea di Dio sbagliata?

Sì, perché sono convinta che Giuda avesse un’idea di un Gesù Salvatore al modo umano, e nel trambusto di quella sera, nella quale Gesù faceva discorsi strani (diciamo anche incomprensibili, anche per loro che lo seguivano da 3 anni), arrivati oramai a Gerusalemme, manca solo una cosa, che questo suo amico, il suo Maestro si rivelasse a tutti!

queste 30 monete non sono altro che l’ultimo segno di Gesù di farsi servo, schiavo. Perché questo Dio è così, e viene venduto da servo, e muore come il peggiore degli schiavi, per liberarci da tutte le nostre catene, da tutto ciò che non ci fa essere liberi.

Gesù muore per me, per te, per Giuda… perché il nostro Maestro è il Maestro “dell’illogico”