Quaresima – Giovedì 16 Marzo (Lc 16, 19-31)

Il brano di oggi è un’esortazione a vivere la Parola nella quotidianità. Ci esorta nella carità e l’amore verso il prossimo, nel farci Provvidenza per l’altro.
Il ricco non ha fatto niente di male, gode soltanto delle proprie ricchezze come facciamo tutti, ma non fa nemmeno del bene, poiché Lazzaro resta fuori nella propria sofferenza ad elemosinare le briciole che cadono dalla mensa del ricco.

Non a caso viene specificato il nome del povero: Lazzaro, che vuol dire “Dio aiuta”. Ma come Dio aiuta? Dando la possibilità alle persone più fortunate di essere dei buoni amministratori dei beni donatigli dal Padre. Già, siamo soltanto amministratori e non possessori, dobbiamo sfruttare i nostri doni per far stare bene gli altri, ed in particolare i meno fortunati. Soltanto così potremmo godere del Regno promessoci dal Padre.

 

Quaresima- Giovedì 9 Marzo (Lc7, 7-12)

Ho riflettuto molte volte su questo Vangelo, e tutte le volte provo lo stesso sentimento di gratitudine e di incertezza.

Per spiegarci la Provvidenza, Gesù usa termini più vicini a noi,  paragoni che possiamo comprendere meglio, ma che nell’immediato non ci lasciano pienamente convinti delle sue affermazioni.
Ci dice di non essere timidi e incerti nel chiedere le cose al Padre, come bambini che tirano la gonna alla mamma. Molte volte, infatti, pregare Dio ci risulta difficile perché non siamo sicuri di quello che realmente vogliamo. Quando invece chiediamo con fermezza quello che vogliamo, i nostri desideri si scontrano con quelli che Dio ha per noi, come le richieste dei figli con le scelte dei genitori. Infatti, volere troppe cose significa non saper dare priorità, mentre chiedere qualcosa spinti da un desiderio immediato è sintomo del fatto che questo desiderio non è stato soppesato e meditato abbastanza.
Vi faccio l’esempio dei bambini nel negozio di giocattoli prima di Natale o del compleanno: questi vede tutto quello che è disponibile, ha tutto a portata di mano, a volte lo può provare, e salta da uno scaffale all’altro continuando a dire: “voglio questo, questo e quest’altro ancora”. E qui entrano in gioco i genitori che, armati di più pazienza e capacità di decidere, scelgono di non comprare niente e tornano a casa. Con il passare dei giorni ascoltano e interrogano il bambino su ciò che lo ha colpito di più, ed insieme decidono il meglio per lui.

Lo stesso fa il Padre con noi: ci fa fare esperienza del mondo, delle possibilità che abbiamo per il nostro futuro, ci fa meditare con la preghiera, con la Sua Parola su quello che può essere il nostro bene, ed infine ci mette del Suo per darci quello che è meglio.

Questo vale anche per la relazione con il prossimo, non dobbiamo essere timidi nel chiedere agli altri quello di cui abbiamo bisogno.
Perché la Provvidenza passa attraverso gli altri, non è qualcosa di mistico e intoccabile ma è la dimostrazione concreta dell’amore per il prossimo, e quanto più sapremo essere provvidenza per gli altri tanto più il Padre ne farà arrivare a noi.