Quaresima – Lunedì 6 Marzo (Mt 25,31-46)


“​Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.”

Cosa ci aspetta dopo la morte? Il vangelo di oggi ci spiega chiaramente come il nostro comportamento e la nostra carità (intesa come la capacità di amare il prossimo) siano gli elementi principali su cui si baserà il giudizio divino: se avremo saputo amare non solo con la ragione, ma soprattutto con le nostre opere, con atti concreti chi ci sta intorno, la nostra famiglia, i nostri amici, ma anche tutti coloro che ci odiano e ci disprezzano, allora avremo davvero conosciuto e amato Dio, perché Dio è amore! E per questo avremo meritato il regno dei Cieli. 

Ma se invece lasceremo che i pregiudizi, l’orgoglio, la superbia, la frettolosità, la superficialità e lo stress della vita quotidiana offuschino il nostro cuore, impedendoci di vedere le fatiche, i dolori e le necessità dei nostri vicini mettendo al primo posto non il loro ma il nostro bene e non riuscendo a riconoscere nell’altro lo stesso Dio che si è immolato per noi, allora avremo fallito come cristiani perché non avremo saputo amare in modo concreto, non avremo saputo servire i nostri fratelli, e come possiamo ascoltare in un brano dei Gen Verde: amare è servire, e servire è regnare…..quindi non meriteremo il regno dei cieli, ma il fuoco eterno.

Dunque…cosa volete fare della vostra vita?

Quaresima Prima Domenica – “Le tentazioni” (Mt 4,1-11)

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Alcune tentazioni sono figlie dei nostri bisogni. Alcuni artificiali, altri legittimi e universali.
Il tentatore lo sa bene.
Come dunque comportarci per non cadere nelle sue trappole, per evitare di ostinarci sui nostri bisogni, di vederli come assoluti?
In questa prima domenica di Quaresima, Gesù ce lo insegna, lui che fu “guidato dallo Spirito nel deserto”.
Facciamo fatica a immaginare l’intensità della sua preghiera, che gli fece dimenticare persino il bisogno di nutrirsi.
Eppure, il Vangelo ci invita a radicarci in lui, a cercare ciò che conta, prima di tutto.
A conoscere l’unione con Dio, portando con noi solo l’essenziale: il pane, la pace, il perdono, la fiducia.

È davvero quello che voglio? O mi lascerò tentare ancora da ciò di cui credo di avere assolutamente bisogno?

Quaresima – Sabato 4 Marzo (Lc 5, 27-32)

amore di Dio

Il Vangelo di oggi è una storia di vocazione. Gesù inizia la sua predicazione invitando quanti lo ascoltano a ravvedersi e ad accogliere il regno di Dio nella loro vita. Levi è un esattore delle tasse e per il suo lavoro è odiato ed escluso dalla vita religiosa, è un uomo disprezzato e rifiutato. Gesù a differenza dei religiosi non gli rivolge alcuna condanna, ma una parola di grazia, un semplice invito: <<Seguimi>>; un invito che potrebbe anche intimorire se non fosse accompagnato da uno sguardo di tenerezza. “Ed egli, lasciata ogni cosa, si alzò e si mise a seguirlo” (v.28). E noi siamo disposti ad accogliere la parola che Dio ha per noi? Questo brano ci ricorda che il Signore non chiede di entrare nella nostra vita in quanto mago con l’intenzione di eliminare i nostri mali e i nostri peccati, ma come medico per entrare nei nostri sepolcri e riportarvi la Vita, incomprensibile per la logica umana ma possibile al Suo sguardo d’amore. La Quaresima è un tempo favorevole per l’incontro con il Signore non come uomini giusti, ma come figli amati.

Quaresima – Venerdì 3 Marzo (Mt 9, 14-15)

La pratica del digiuno è una pratica dimenticata e guardata con un certo sospetto dal nostra società incapace di rinunce. Probabilmente la ragione consiste nel non vedere la ragione di una rinuncia come il cibo.
Eppure il digiuno, in tutte le religioni, ha un valore profondo, valore di rimando all’essenziale oltre che – come hanno scoperto in tempi recenti le scienze mediche – di purificazione dell’organismo e di alleggerimento della mente.
L’unico momento in cui qualcuno pensa di digiunare è in vista della prova costume estiva o per dover entrare in un vestito a qualche matrimonio…
Ed appunto il vangelo di oggi ci richiama al senso cristiano del digiuno che è quello dell’attesa dello sposo, di una visione nuziale della quaresima, come tensione al ritorno nella gloria del Signore Risorto.
Il digiuno cristiano, nei nostri tempi, ha assunto forme diverse, non necessariamente legate al cibo. Il venerdì, giorno di memoria della passione del Signore, può essere giorno di digiuno dalla televisione per stare a giocare con i figli o per leggere un buon libro.

L’importante è lo stile, il richiamo, la tensione verso lo sposo. Tutto ciò che ci può ricordare questa tensione è bene accetto agli occhi di Dio…

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Quaresima – Giovedì 2 Marzo (Lc 9, 22-25)

croce

Gesù qui fa il suo primo annuncio di quella che sarà la sua Passione, i discepoli non sono preparati, come forse non lo siamo noi. Ci dice anche come fare per seguirlo, ma prendere la propria croce, lasciarsi morire a sé stessi, donarsi agli altri gratuitamente è facile? Assolutamente no, ma il periodo che stiamo vivendo vuole aiutarci a riflettere sui nostri comportamenti, sul nostro rapporto con gli altri e con Dio, a come usiamo le cose.

La Quaresima è un periodo di grazia per tutti noi, sono 40 giorni intensi, come lo sono stati per Gesù nel deserto, e come lui siamo chiamati a riflettere sulla nostra condizione di figli di Dio, su come operare secondo la sua Parola, se davvero vogliamo prendere la nostra croce e seguirlo.

Buona Quaresima a tutti!