Quaresima – Giovedì 30 Marzo (Gv 5, 31-47)

Di quanti altri segni abbiamo bisogno per credere? Quanti ancora devono annunciare il Regno?
Questo è quello che ci chiede Gesù, di quanti testimoni abbiamo bisogno per fidarci di Dio?

E’ stato annunciato da molti, per ultimo Giovanni, ma coloro che scrutano le scritture vi leggono quello che vogliono, quello che è più comodo. Lo facciamo anche noi, quando ci creiamo una fede ad hoc per noi, su misura, quello che non ci piace lo togliamo. E’ più comodo così, perché la fede che ci chiede Cristo è difficile da costruire, sono necessari dei tagli, dei sacrifici. Non vogliamo perdere le cose che ci fanno sentire sicuri.

I dottori della legge hanno paura del messaggio di Gesù, perché va a scardinare la struttura che hanno costruito nel tempo. Una struttura basata sul timore, sulla paura invece che sull’Amore che Gesù è venuto ad annunciare. Lui ci vuole dire che il Regno è già qui, ma il popolo non è pronto.
L’ultima testimonianza che abbiamo dell’amore Dio è suo Figlio fatto carne per noi, per la nostra salvezza, tutto il resto non è più necessario, la vera testimonianza di Dio è Dio stesso, che parla a te con la sua bocca, senza intermediari che possano cambiare il suo annuncio a proprio piacimento.

 

Quaresima – Mercoledì 29 Marzo (Gv 5,17-30)


Il Vangelo di oggi è molto bello perché ci dice due cose importanti e “semplici”

Oggi Gesù ci svela il suo segreto, come si fa a vivere ..”da Dio”. Ed è molto semplice basta (solo) vivere come il Padre, avendo come esempio il Padre!

Ci dice, inoltre, che siamo Figli.. Che in qualunque situazione ci troviamo, siamo figli! E questo è bellissimo, Gesù non smette di ricordarcelo!

In comunione con Lui, sapendo di avere un Padre e alleato da seguire vi auguriamo.. buona giornata e buon cammino!

Quaresima – Martedì 28 Marzo (Gv 5,1-16)

“Vuoi guarire?” Diretto e senza giri di parole come è Dio. Sì perché Lui ti ha sognato in un modo (a Sua immagine e somiglianza) e desidera che tu così sia. Dio ha negli occhi chi noi siamo veramente, come noi siamo veramente: belli. Proprio per questo ci chiama in causa, proprio per questo richiama la nostra volontà, la nostra libertà di scegliere. “Tu vuoi guarire?” Lo vuoi veramente? Il voler guarire, il voler essere bello, essere il sogno di Dio per cui ha deciso di metterci al mondo e donare Suo Figlio per il paralitico e per noi è il primo grande atto di Fede che possiamo fare. È l’atto che ci salva, amarci come Lui ci ama è il desiderio, la Fede che ci salva.

Noi come il paralitico diamo spesso la colpa agli altri, che il mondo è ingiusto, che siamo sfigati etc. ma Dio parla a noi, non alla società, ai massimi sistemi: Dio sta parlando a noi. Per questo dice: “Alzati prendi la tua barella e va’!” Ci guarda negli occhi e ci dice di puntare in alto, di alzarci dal nostro compiangerci e andare, andare a largo (“duc in altum”), andare incontro a Lui da risorti.

Quaresima – Domenica 26 Marzo (Gv 9,1-41)

Il vedere è fondamentale per gustare la vita. Lo stesso vale per la fede. Vedere significa entrare in una consapevolezza nuova circa la relazione con Dio. Il cieco nato viene guarito da Gesù non solo per vedere la vita che gli scorre a fianco, ma per contemplare la fede, nell’incontro con Lui, il Cristo, il Messia, il Figlio di Dio. Questa guarigione non avviene per i Giudei. Che paradosso!
La nostra vita a volte è simile a quella del cieco che si è aperto alla luce, che si è aperto a Dio, che si è aperto alla sua grazia. A volte purtroppo è un po’ come quella dei dottori della legge: dall’alto del nostro orgoglio giudichiamo gli altri, e perfino il Signore! Oggi, siamo invitati ad aprirci alla luce di Cristo per portare frutto nella nostra vita.
Buona domenica

Quaresima – Venerdì 24 Marzo (Mc 12, 28-34)

Nel Vangelo di oggi, gli scribi ed i dottori della Legge vogliono sapere da Gesù qual è il primo di tutti i comandamenti. Anche oggi molta gente vuole sapere cosa è più importante nella religione. Alcuni dicono che è l’essere battezzati. Altri dicono che è andare a Messa o partecipare alla Messa della domenica. Altri ancora: amare il prossimo e lottare per un mondo più giusto! Altri si preoccupano solo delle apparenze o degli incarichi nella Chiesa.
Gesù risponde citando un passaggio della Bibbia per dire che il primo tra i comandamenti è “amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutta la forza!” E poi continua citando di nuovo la Bibbia: “Il secondo è: amerai il tuo prossimo come te stesso”

E’ il riassunto di tutto ciò che Gesù insegna su Dio e sulla vita.

“Così, amare Dio ed il prossimo val più di tutti gli olocausti ed i sacrifici”. Ossia, il comandamento dell’amore è più importante dei comandamenti riguardanti il culto ed i sacrifici del Tempio. Oggi diremmo che la pratica dell’amore è più importante di novene e processioni.

Quindi il Regno di Dio consiste nell’unione dei due amori: amore verso Dio ed amore verso il prossimo.

Se Dio è Padre/Madre, noi tutti siamo fratelli e sorelle, e dobbiamo mostrare questo in pratica, vivendo in comunità.

Noi cristiani, dobbiamo metterci nella memoria, nell’intelligenza, nel cuore, nelle mani e nei piedi questa legge che è la prima, perché non si giunge a Dio senza darsi totalmente al prossimo!

Gesù ci ha mostrato con la sua vita cosa vuol dire amare il prossimo, quindi non ci resta che amarli come Lui ci ha amati…