Quaresima 20 Febbraio

VANGELO DEL GIORNO: (Mt 5,43-48)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

COMMENTO a cura di Paola Izzo, membro di equipe di Pastorale Giovanile Pompei

Lo so. Tutti abbiamo pensato almeno una volta che in questo passo del Vangelo Gesù abbia un po’ esagerato. Possiamo evitare di ripagare i nostri nemici con lo stesso torto ma addirittura amarli! Ci risulta umanamente impossibile!

Quando ci viene fatto del male, il nostro giudizio nei confronti dell’altro cambia totalmente. Ci distacchiamo da quella persona e non siamo più capaci di andare oltre il torto subito. Ci arricchiamo nel nostro orgoglio e non permettiamo all’amore di ascoltare, comprende, purificare e perdonare.
È vero che, molte volte, si tratta di un esercizio difficilissimo, ma se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete?

Gesù, ci dice che è troppo comodo amare le persone che già ci amano.
La novità del vangelo consiste, invece, nello scardinare i luoghi comuni, nel superare gli istinti e le simpatie. Se è normale salutare chi ci saluta, è evangelico salutare chi ci ignora o ci disprezza. E non per sfida o sentendoci migliori, ma perché imitiamo la logica del Padre che offre opportunità a tutti gli uomini!

Oggi ci viene chiesta la fatica di ricambiare il male con il bene, di non chiedere vendetta ma misericordia. Una fatica uguale a quella di Gesù sulla croce.
Come lui, rivolgiamoci al Padre perché ci aiuti a vincere ogni resistenza ed amare gli altri dello stesso amore con cui siamo amati.

KeepLent e buona giornata!

Audio del commento

Quaresima 17 Febbraio

VANGELO DEL GIORNO: (Lc 11,29-32)

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:

«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona»

COMMENTO a cura di Anna Carotenuto, membro di equipe di Pastorale Giovanile Pompei

Giona, e chi è? Giona è un uomo come tanti, a cui Dio chiede di andare a predicare lì dove c’è bisogno, nel suo caso a Ninive.
Giona, invece, come tanti di noi, fugge. Lui si rifugia in una nave in partenza da Tarsis, noi ci rifugiamo dentro le nostre convinzioni o nel mito della nostra perfezione.

Finché sulla nave di Giona, e sui nostri cuori, non si abbatte una tempesta così forte che rischia di far affondare tutto..

E’ in queste occasione che si rivela quello che abbiamo dentro. Giona ritrova il coraggio di riconoscere il suo errore e di prendersene le responsabilità: svela ai suoi compagni di viaggio che la colpa dell’ira divina è sua, poiché ha rifiutato di obbedire al Signore, ma quando ammettiamo le nostre colpe diventiamo poco graditi e siamo messi da parte, osteggiati.

Così Giona viene gettato in mare e abbandonato al suo destino. Un grosso pesce inghiotte Giona, che a questo punto pensa seriamente di essere spacciato. Ma può Dio abbandonarci alla conseguenza delle nostre scelte sbagliate?

Rimane tre giorni e tre notti nel ventre del pesce pregando Dio, prima di uscire a rivedere la luce dopo le tenebre. Giona non è un antenato di Pinocchio, ma diventa un segno: un segno della morte e resurrezione di Gesù.

Un segno della Misericordia di Dio che, non ci abbandona nella tempesta e nelle tenebre dei nostri errori ma ci guida alla luce. Dopo tutto questo Giona andrà a Ninive per annunciare la grandezza dell’amore di Dio.
E tu? Qual è la tua Ninive?

KeepLent e buona giornata.

 

Audio del commento

Quaresima 16 Febbraio

 

VANGELO DEL GIORNO: (Mt 6,7-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.

Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

COMMENTO a cura di Nicola, giovanissimo Azione Cattolica Pompei

È così che Gesù ci chiede di rivolgerci a Dio, non con tante parole, ma con una parola particolare: Padre.
Papà ci conosce, ci ama, ci perdona e ci aspetta. Conosce quello di cui abbiamo bisogno veramente, anche quando pensiamo che lui non capisca le nostre esigenze.
Tante volte ci rivolgiamo a Lui per chiedere, per ottenere quello che desideriamo subito, spinti dal desiderio del momento.
La nostra preghiera, a volte, sembra una lista della spesa.

Ci compiacciamo di cose materiali, per noi importanti perché costose, di moda, perché ce le hanno tutti. Ma in realtà non ci rendiamo conto di ciò che è veramente importante e necessario.
Più che chiedere le cose potremmo cominciare a chiedere il come.
Come stai? Come è andata la tua giornata? Come mi vedi?

Non è fuori luogo chiedere a nostro padre, così come a Dio, di raccontarci di lui, di condividere con noi la sua storia. La preghiera è dialogo, non monologo e Gesù ci rivela che Dio è paziente e che vuole sempre incontrarci, ascoltarci, aiutarci.

Non pensiamo, perciò, che per pregare ci vogliano le parole giuste altrimenti la nostra preghiera non vale, piuttosto cominciamo a confidarci con Lui così come facciamo con papà;
e se ancora non lo facciamo forse è arrivato il momento giusto per scoprire un amico.

KeepLent e buona giornata.

Audio del commento

Quaresima 15 Febbraio

VANGELO DEL GIORNO: (Mt 25,31-46)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.

Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.

Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.

E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».n quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».

E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?
Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

COMMENTO a cura di  Andrea, giovane scout gruppo Agesci Pompei

Gesù usa spesso questo modo di dire quando vuole dare forza alla sua testimonianza, perché cosa c’è di più forte della verità?

Quando lasciamo alla verità il compito di ispirare le nostre azioni, abbiamo la garanzia che l’amore sta operando attraverso la nostra vita. Le bugie sono uno spazio troppo stretto per trattenere l’amore, prima o poi crollano.

Oggi Gesù ci invita ad agire nella verità, a far prevalere l’amore, ad accantonare sentimenti fasulli e a servire il prossimo senza pregiudizi. Serviamo il prossimo, il prossimo e poi il prossimo ancora dei nostri fratelli, finché non saremo arrivati all’ultimo….agli ultimi.

Proprio colui che è più lontano, più solo, più disagiato ha bisogno di noi, senza dimenticare che noi per primi abbiamo ancor più bisogno di lui.
“In verità vi dico” vuol dire allora far spazio all’amore attraverso la verità delle nostre parole, ma soprattutto delle nostre azioni.

Cerchiamo, difendiamo, vviviamo l’amore nella verità anche quando questo significherà portare la croce.
E così quando ci chiederanno “cos’è la verità?” potremo rispondere che è soltanto un dono d’amore.

KeepLent e buona giornata.

 

Audio del commento

Quaresima 1a Domenica

VANGELO DEL GIORNO: (Lc 4,1-13)

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».

Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».

Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».

Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

COMMENTO a cura di Mons. Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei

Gesù, dopo il battesimo, mosso dallo Spirito Santo, si reca nel deserto, dove per 40 giorni viene tentato dal diavolo. Nella tradizione biblica, il deserto è il luogo della preghiera, della prova, delle scelte.

Anche noi viviamo nel deserto: in situazioni di prova, di tentazione, di scelte, di lotta. Siamo sempre tentati di porre il nostro egoismo in esclusione del primato di Dio. L’esempio di Gesù ci aiuta a lottare e a vincere il maligno.

Il digiuno che ci viene chiesto, alcuni giorni della Quaresima, non è solo un digiuno materiale, ma anche spirituale: digiunare a noi stessi, rinnegare noi stessi, per mettere Dio al primo posto.

Gesù ci ricorda che la nostra esistenza dipende da Dio e, dunque, se cediamo alla tentazione è come se dicessimo “no” a Dio, volgessimo le spalle al nostro Creatore e Signore, come se non esistesse. Gesù, invece, dice il suo “sì” al Padre.

Aderisce a Lui ed, in questo modo, si rivela Figlio di Dio. La sua è l’adesione amorosa alla volontà del Padre. Iniziamo insieme la nostra Quaresima accettando l’invito alla conversione, a raddrizzare, cioè, la nostra rotta.

Sia la Parola di Dio da noi vissuta l’antidoto al male, la nostra forza nella lotta contro il tentatore, contro il rivale di Dio, contro colui che vorrebbe usurpare il posto di Dio nel nostro cuore.

Keep Lent e buona domenica!

Audio del commento