VANGELO DEL GIORNO: (Gv 20,1-9)
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
COMMENTO a cura di Mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo di Pompei
Oggi è Pasqua! Celebriamo, nella gioia, la Domenica di Risurrezione. È il nuovo inizio. È “il primo giorno dopo il sabato”. Tutto rinasce. È la “nuova creazione”.
Cristo risorto, sigillo della novità, primogenito della creazione, viene ad inaugurare i tempi nuovi e definitivi.
Le parole di San Paolo ci aiutano a comprendere il senso profondo della Pasqua. Se la nostra fede ci lega al mistero di Cristo Risorto, dobbiamo sentirci attratti dalle cose di lassù: come cristiani, infatti, siamo chiamati a vivere in comunione con il Cristo della gloria.
Cercare le cose di lassù significa impegnarci a cercare, come ha fatto Gesù, ciò che davvero piace al Padre: le azioni che Egli ci chiede di desiderare e di compiere.
Ma la realtà di Cristo Risorto ha anche una dimensione di presenza interiore, perché «la nostra vita – quella vera – è nascosta con Cristo in Dio!». Possiamo dunque essere su questa terra sperimentando la novità di vita del Signore.
Quando viviamo con coerenza la nostra vita cristiana, sperimentiamo nella nostra persona la presenza di un Altro; ci sentiamo “innestati” in Cristo e partecipi, sia pur nella speranza, della gloria del Signore.
Chiediamo a Dio di morire a noi stessi, per poi risorgere con Cristo; di condurre una vita simile alla sua, passando dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce, da una vita imperfetta ad una vita perfetta e degna di Lui.
Buona Pasqua di risurrezione!
