Quaresima – Giovedì 30 Marzo (Gv 5, 31-47)

Di quanti altri segni abbiamo bisogno per credere? Quanti ancora devono annunciare il Regno?
Questo è quello che ci chiede Gesù, di quanti testimoni abbiamo bisogno per fidarci di Dio?

E’ stato annunciato da molti, per ultimo Giovanni, ma coloro che scrutano le scritture vi leggono quello che vogliono, quello che è più comodo. Lo facciamo anche noi, quando ci creiamo una fede ad hoc per noi, su misura, quello che non ci piace lo togliamo. E’ più comodo così, perché la fede che ci chiede Cristo è difficile da costruire, sono necessari dei tagli, dei sacrifici. Non vogliamo perdere le cose che ci fanno sentire sicuri.

I dottori della legge hanno paura del messaggio di Gesù, perché va a scardinare la struttura che hanno costruito nel tempo. Una struttura basata sul timore, sulla paura invece che sull’Amore che Gesù è venuto ad annunciare. Lui ci vuole dire che il Regno è già qui, ma il popolo non è pronto.
L’ultima testimonianza che abbiamo dell’amore Dio è suo Figlio fatto carne per noi, per la nostra salvezza, tutto il resto non è più necessario, la vera testimonianza di Dio è Dio stesso, che parla a te con la sua bocca, senza intermediari che possano cambiare il suo annuncio a proprio piacimento.

 

Quaresima – Mercoledì 15 Marzo (Mt 20, 17-28)


La croce è sempre presente nel cuore di Gesù. È la meta della sua vita. Sarà un sacrificio liberamente offerto, e non solo un martirio: Gesù ben lo mostra annunciando con precisione ai suoi apostoli che cosa gli sarebbe accaduto. Certo, egli aggiunge che “il terzo giorno risusciterà”, ma si sente che ora è tutto rivolto alla passione che si avvicina. I sentimenti di Giacomo, di Giovanni e della loro madre appaiono molto umani. Questo bisogno di gloria, questo bisogno di apparire, esiste in ciascuno di noi. Il nostro io resta sempre più o meno occupato dal desiderio di dominare. Ma Gesù ci avverte come avverte Giacomo e Giovanni: se vogliamo essere con lui nella sua gloria, dobbiamo bere per intero il suo calice, cioè dobbiamo anche noi morire, fare la volontà del Padre, portare la nostra croce seguendo Gesù, senza cercare di sapere prima quale sia il nostro posto nel suo regno.

La reazione di sdegno degli altri dieci discepoli è anch’essa molto umana. E Gesù, seriamente, li invita a un rovesciamento totale di valori. Nella nuova comunità per la quale egli sta per dare la vita, il primo sarà l’ultimo, “appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti”. Chiediamo la grazia di divenire servi, e servi davvero umili, pronti a soffrire e a sacrificarsi.

Quaresima – Giovedì 2 Marzo (Lc 9, 22-25)

croce

Gesù qui fa il suo primo annuncio di quella che sarà la sua Passione, i discepoli non sono preparati, come forse non lo siamo noi. Ci dice anche come fare per seguirlo, ma prendere la propria croce, lasciarsi morire a sé stessi, donarsi agli altri gratuitamente è facile? Assolutamente no, ma il periodo che stiamo vivendo vuole aiutarci a riflettere sui nostri comportamenti, sul nostro rapporto con gli altri e con Dio, a come usiamo le cose.

La Quaresima è un periodo di grazia per tutti noi, sono 40 giorni intensi, come lo sono stati per Gesù nel deserto, e come lui siamo chiamati a riflettere sulla nostra condizione di figli di Dio, su come operare secondo la sua Parola, se davvero vogliamo prendere la nostra croce e seguirlo.

Buona Quaresima a tutti!