VANGELO DEL GIORNO: (Mt 1,16.18-21.24a)
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.
COMMENTO a cura di don Michele Falabretti, Responsabile nazionale della Pastorale Giovanile
Cari amici, vi voglio dire davvero grazie per questa bellissima opportunità di condividere il vostro cammino di quaresima. Oggi lo facciamo in compagnia di uno di quei personaggi che non facciamo fatica a definire un gigante del Vangelo: San Giuseppe.
Il “gioco” strano del calendario di quest’anno ce lo fa incontrare in piena quaresima, anzi alla vigilia della Grande Settimana, quella che ci tiene legati a Gesù nel momento più critico e importante della sua vita.
Si dice spesso di San Giuseppe che ha saputo essere grande nel suo silenzio. Il vangelo non ci consegna di lui nemmeno una parola: possiamo solo immaginare che un cuore grande nell’ascolto diventa capace dei più bei gesti di tenerezza. Con grande delicatezza il Vangelo ci fa capire che Giuseppe era molto innamorato di Maria è preoccupato per lei; i suoi gesti si trasformeranno in gesti di cura anche per Gesù, di cui difende la vita e a cui insegna le cose che ogni buon papà sa offrire ai propri figli. Qualcuno ha detto che per non essere di disturbo a Dio, Giuseppe sarebbe stato capace di rinunciare all’amore della sua vita: Maria. Sapremo seguire il Signore allo stesso modo?
Io credo che un po’ sì, ne saremo capaci. Se sapremo – come Giuseppe – lasciar parlare Dio nei sogni più belli della nostra vita.