VANGELO DEL GIORNO: (Gv 7,1-2.10.25-30)
In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.
COMMENTO a cura di don Giuseppe Autorino, parroco di Mugnano del Cardinale
Il mio momento non è ancora venuto, risponde Gesù ai suoi familiari che non credono in lui e gli dicono: “Manifesta te stesso al mondo”. In realtà agisce di nascosto per non mettersi in mostra.
Questo capitolo forma una unità che culmina nella domanda: “Chi sei tu?”.
E nella risposta: “Io-Sono!”.
L’unità di tempo, di luogo e azione è rigorosa: il tempo è la festa delle Capanne, il luogo è il tempio e l’Azione è quella della Parola che chiede risposta, e in tutto questo contesto ci sono i capi che vogliono ucciderlo perché questo uomo propone una legge di libertà.
Quindi abbiamo un Gesù che non vuole apparire, ma che allo stesso tempo dà uno sprone verso la libertà del cuore.
Da questa situazione storica non semplice per Gesù dobbiamo imparare a vivere la nostra vita con umiltà avendo chiaro di voler essere figli di Dio sempre e dovunque per conquistare una libertà interiore che fa star bene con se stessi.