Quaresima – Domenica 19 Marzo (Gv 4,5-42)

 In questa giornata scopriamo qual è il grande desiderio di Dio… incontrarci! Ci viene a cercare anche quando noi non vogliamo farci vedere, infatti la donna che incontriamo va ad attingere al pozzo in un’ora insolita, quando non c’è nessuno, ma ecco che oggi è diverso, oggi c’è Qualcuno ad aspettarla! Gesù non ci lascia mai soli!

Oggi per riflettere ci facciamo aiutare da alcuni amici, i “Metatrone”, che con questo testo raccontano bene la bellezza dell’incontro.


Buona domenica!

 

Quaresima – Sabato 18 Marzo (Lc 15, 1-3. 11-32)

Le figure centrali del Vangelo di oggi sono un padre e due figli, ma come spesso capita oggi, anche qui i ruoli non sono ben definiti. Il figlio minore prende tutto ciò che gli spetta, come se gli fosse dovuto e non donato, e si allontana; il figlio maggiore rimane a casa, ma si sente schiavo, non figlio. 

E noi dove siamo? Dove stiamo andando?
“Io sto alla porta e busso” dice il Signore. 

Non importa dove tu sia ora, dove sei stato, Dio c’è, anche nella strada deserta in cui ci mettiamo,  anche nelle nostre fatiche.

​”Quando era ancora lontano, il Padre lo vide”. 

Dio ci vede anche se ci siamo allontanati  da Lui, divenendo estranei anche a noi stessi, anche vestiti dei nostri sbagli e dei nostri peccati. Noi, nella nostra umanità ci allontaniamo, credendo di poter gestire una vita che però non viene da noi, ma Dio non smette di essere casa, famiglia, fratello, padre. 

Occorre tornare al cuore, fare un passo avanti, dire un “sì” faticoso e a volte doloroso, ed Egli ci correrà incontro perché Dio è Amore e l’amore non abbandona.

Quaresima – Martedì 14 Marzo (Mt 23,1-12)

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: 

«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. 
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. 
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. 
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

Questo è uno di quei vangeli scomodi, non c’è niente da fare, ogni volta che lo si legge lo senti che non riesci a digerirlo facilmente. Questo è in particolare per coloro che sono in un cammino di fede perché una delle tentazioni più grandi in assoluto e il sentirsi arrivati, il sentirsi bravi, il poter finalmente fare noi l’omelia perché abbiamo capito. Il sederci in cattedra per raccogliere applausi e approvazione, o anche più semplicemente per avere un ruolo e venir riconosciuti come “quelli che” è una tentazione grande…ma è la conferma che ancora non abbiamo capito nulla dell’insegnamento di Cristo! Perché Gesù è il maestro, ma come cattedra ha la croce. E’ da lì che insegna come amare, dal punto più basso e lontano dagli applausi della gente e dei benpensanti, ma dal punto più vicino al cuore di chi soffre e cerca il suo volto.

Quaresima – Domenica 12 Marzo (Mt 17,1-9)

Gesù solo.. niente voce, niente gloria, nessuna nebbia né nube: è ciò che spesso intesse il nostro quotidiano.

Ci piacerebbe davvero vedere, o intravedere, Gesù trasfigurato, o se non altro sentirlo, almeno una volta!

Allora guardiamoci attorno: vedremo persone che non hanno nulla di attraente, ma in cui qualcosa pare dire che la vita viene da oltre loro stesse.

Guardiamoci attorno ancora: vedremo che Dio ha posto i suoi segreti nelle piccole cose del quotidiano.

Il visibile diverrà per noi il luogo del mistero, il luogo dell’incontro.

E il luogo della banalità sarà trasfigurato.

Quaresima – Lunedì 6 Marzo (Mt 25,31-46)


“​Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.”

Cosa ci aspetta dopo la morte? Il vangelo di oggi ci spiega chiaramente come il nostro comportamento e la nostra carità (intesa come la capacità di amare il prossimo) siano gli elementi principali su cui si baserà il giudizio divino: se avremo saputo amare non solo con la ragione, ma soprattutto con le nostre opere, con atti concreti chi ci sta intorno, la nostra famiglia, i nostri amici, ma anche tutti coloro che ci odiano e ci disprezzano, allora avremo davvero conosciuto e amato Dio, perché Dio è amore! E per questo avremo meritato il regno dei Cieli. 

Ma se invece lasceremo che i pregiudizi, l’orgoglio, la superbia, la frettolosità, la superficialità e lo stress della vita quotidiana offuschino il nostro cuore, impedendoci di vedere le fatiche, i dolori e le necessità dei nostri vicini mettendo al primo posto non il loro ma il nostro bene e non riuscendo a riconoscere nell’altro lo stesso Dio che si è immolato per noi, allora avremo fallito come cristiani perché non avremo saputo amare in modo concreto, non avremo saputo servire i nostri fratelli, e come possiamo ascoltare in un brano dei Gen Verde: amare è servire, e servire è regnare…..quindi non meriteremo il regno dei cieli, ma il fuoco eterno.

Dunque…cosa volete fare della vostra vita?