Quaresima – Domenica 12 Marzo (Mt 17,1-9)

Gesù solo.. niente voce, niente gloria, nessuna nebbia né nube: è ciò che spesso intesse il nostro quotidiano.

Ci piacerebbe davvero vedere, o intravedere, Gesù trasfigurato, o se non altro sentirlo, almeno una volta!

Allora guardiamoci attorno: vedremo persone che non hanno nulla di attraente, ma in cui qualcosa pare dire che la vita viene da oltre loro stesse.

Guardiamoci attorno ancora: vedremo che Dio ha posto i suoi segreti nelle piccole cose del quotidiano.

Il visibile diverrà per noi il luogo del mistero, il luogo dell’incontro.

E il luogo della banalità sarà trasfigurato.

Quaresima – Sabato 11 Marzo 

​Il Vangelo di oggi ci mette di fronte a una domanda precisa: in che cosa ci distinguiamo dagli altri, dai pubblicani, dai pagani? Cosa rende unica la nostra missione? 

Gesù ci invita ad amare il nostro prossimo in modo incondizionato, cosa impossibile all’uomo ma possibile a Dio perché la sua non è una logica della giustizia ma dell’amore. 

Questo brano mi fa pensare al quinto comandamento: “Non uccidere”. Ma cosa vuol dire? Spegnere una vita significa spegnerne il fondamento d’amore, attraverso il pregiudizio, l’indifferenza, la maldicenza, lo sguardo rivolto unicamente su se stessi, cose che facciamo e subiamo quotidianamente. 

Ma Dio è relazione e quando ci si lascia attraversare dal Suo sguardo d’amore, quando ci si fida e ci si affida a questo sguardo, riceviamo occhi nuovi per ammirare la bellezza di cui siamo parte, seppur imperfetta a volte, mani nuove per essere una carezza per la vita degli altri, una Parola nuova per essere veri testimoni, e un cuore nuovo che, anche ferito, sappia essere feritoia attraverso cui accogliere e diffondere la luce che solo un amore del genere è in grado di avere.

Quaresima – Venerdì 10 Marzo (Mt 5, 20-26)

Nel testo del vangelo di oggi Matteo ci indica come Gesù interpreta e spiega la Legge di Dio.
L’atteggiamento di Gesù dinanzi alla legge è, nello stesso tempo, di rottura e di continuità. Rompe con le interpretazioni sbagliate, ma mantiene fermo l’obiettivo che la legge deve raggiungere: la pratica della maggiore giustizia, che è l’Amore.
Per Gesù, la giustizia non viene da ciò che faccio per Dio osservando la legge, bensì da ciò che Dio fa per me, accogliendomi come un figlio, una figlia.
Ciò vuol dire: sarò giusto davanti a Dio quando cercherò di accogliere e perdonare le persone come Dio mi accoglie e mi perdona, malgrado i miei difetti e i miei peccati.
La legge dice “Non uccidere!” Per osservare pienamente questo comandamento non basta evitare l’assassinio.
Bisogna evitare qualsiasi atteggiamento che “uccida” il nostro prossimo: insulti, mormorazioni, pettegolezzi, bullismo, indifferenza…
In altre parole l’unico modo per non uccidere qualcuno è Amarlo…
La giustizia di Dio non è “giusta” secondo il punto di vista umano.

Gesù passeggiando per la strada della tua città incontra due poveri che chiedono l’elemosina. Al primo dà un panino, al secondo cinque.
Noi subito grideremmo allo scandalo… anche Gesù fa preferenze? Non è “giusto”…
Ma il primo era riuscito a mangiare qualche ora prima, mentre il secondo erano tre giorni che non toccava cibo…

Quaresima- Giovedì 9 Marzo (Lc7, 7-12)

Ho riflettuto molte volte su questo Vangelo, e tutte le volte provo lo stesso sentimento di gratitudine e di incertezza.

Per spiegarci la Provvidenza, Gesù usa termini più vicini a noi,  paragoni che possiamo comprendere meglio, ma che nell’immediato non ci lasciano pienamente convinti delle sue affermazioni.
Ci dice di non essere timidi e incerti nel chiedere le cose al Padre, come bambini che tirano la gonna alla mamma. Molte volte, infatti, pregare Dio ci risulta difficile perché non siamo sicuri di quello che realmente vogliamo. Quando invece chiediamo con fermezza quello che vogliamo, i nostri desideri si scontrano con quelli che Dio ha per noi, come le richieste dei figli con le scelte dei genitori. Infatti, volere troppe cose significa non saper dare priorità, mentre chiedere qualcosa spinti da un desiderio immediato è sintomo del fatto che questo desiderio non è stato soppesato e meditato abbastanza.
Vi faccio l’esempio dei bambini nel negozio di giocattoli prima di Natale o del compleanno: questi vede tutto quello che è disponibile, ha tutto a portata di mano, a volte lo può provare, e salta da uno scaffale all’altro continuando a dire: “voglio questo, questo e quest’altro ancora”. E qui entrano in gioco i genitori che, armati di più pazienza e capacità di decidere, scelgono di non comprare niente e tornano a casa. Con il passare dei giorni ascoltano e interrogano il bambino su ciò che lo ha colpito di più, ed insieme decidono il meglio per lui.

Lo stesso fa il Padre con noi: ci fa fare esperienza del mondo, delle possibilità che abbiamo per il nostro futuro, ci fa meditare con la preghiera, con la Sua Parola su quello che può essere il nostro bene, ed infine ci mette del Suo per darci quello che è meglio.

Questo vale anche per la relazione con il prossimo, non dobbiamo essere timidi nel chiedere agli altri quello di cui abbiamo bisogno.
Perché la Provvidenza passa attraverso gli altri, non è qualcosa di mistico e intoccabile ma è la dimostrazione concreta dell’amore per il prossimo, e quanto più sapremo essere provvidenza per gli altri tanto più il Padre ne farà arrivare a noi.

 

Quaresima – Mercoledì 8 Marzo (LC 11,29-32)

Nel Vangelo do oggi incontriamo persone che chiedono dei segni, ma il nostro Dio non è un Dio che da spettacolo, chiedere segni vuol dire non fidarsi totalmente di Lui. 

E tu, in che Dio credi? 

Che immagine di Dio hai?

La tua fede su basa solo sui segni o sulla Parola?

Per riflettere su queste domande possiamo farci aiutare dal salmo 50

“Crea in me, o Dio, un cuore puro,

rinnova in me uno spirito saldo.

Non respingere dalla tua presenza

e non privarsi del tuo santo spirito.”