Settimana Santa – Martedì 11 Aprile (Gv 13, 21-33.36-38)

Oggi Vangelo spesso, uno di quelli che se lo si legge non di sfuggita non lascia in pace come prima. È maledettamente scomodo e non c’è modo di smussarlo! All’annuncio del tradimento la prima cosa che fanno i discepoli è cercare il colpevole, ognuno convinto della propria innocenza. Ma Gesù non punta il dito, «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò» ha detto, per tutti noi si è fatto pane. Cristo non ha voluto accusare chi lo avrebbe tradito, questo lo fanno gli uomini, questa è la legge, Cristo è venuto per trasformare il nostro tradimento, in perdono, in salvezza tramite la Sua Croce. Nella Passione l’unico che viene giudicato, l’unico che viene accusato e condannato è Gesù, è Dio stesso e non noi. Per questo la Pasqua è la festa di tutti noi, noi ladroni perdonati.

In foto l’albero di Giuda

Settimana Santa – Lunedì 10 Aprile (Gv 12,1-11)

Oggi sono messi a confronto Cristo Signore e Giuda, il bene e il male, la santità e il peccato, la carità e l’egoismo, la Luce eterna e le tenebre diaboliche.
L’evento centrale della storia è l’unzione da parte di Maria, sorella di Lazzaro, dei piedi di Gesù con un unguento molto prezioso e costoso: il Nardo. Maria è mossa dalla Spirito Santo e compie un gesto di umile sudditanza e di profonda gratitudine e vero amore verso colui che ha salvato molte vite e ha fatto risorgere Lazzaro dal regno dei morti, ma realizza anche un’opera altamente profetica: unge quel corpo che di lì a pochi giorni sarebbe stato consegnato alla morte.
Giuda, invece, che vive nelle tenebre, legge ogni avvenimento con gli occhi oscurati dalle tenebre e dall’egoismo e sfrutta l’immagine dei poveri per i suoi interessi.
Ma ci pensa Gesù a rimetterlo al suo posto («Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me»). Infatti, solo chi è nello Spirito Santo riesce a comprendere sia le finezze dello Spirito Santo che le invenzioni di Satana per ingannare il Mondo, mentre chi non è nello Spirito di Dio ascolta una parola apparentemente di bene e si lascia fuorviare da essa.

Quaresima – Domenica delle Palme 9 Aprile (Mt 26,14-27,26)


Ciò che accade a Gesù e ciò che era stata annunciato dai profeti. Gesù riconosce il compiersi della Volontà del Padre. Gesù sa di essere colui che compie le profezie. Oggi vediamo il giusto venduto e il pagamento per sangue innocente. L’Antico testamento si è compiuto ma si è compiuto in un annuncio  di speranza e misericordia che nessuno avrebbe potuto immaginare così generoso. Questa la passione di Gesù.  Chiediamo per oggi e per tutta la settimana occhi che sappiano contemplate, meditare con grande compassione, gratitudine e considerazione

(Suor Rosaria Carpentieri – suora francescana alcantarina)

Quaresima – Sabato 8 Aprile (Gv 11,45-56)

“profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi”. 
Gesù fa questo, ci salva! E per farlo consegna la propria vita.. quanto è grande un amore così? 
Davanti a un gesto tanto grande spesso non capiamo, abbiamo paura. E la paura giustifica, rende concepibile anche un’azione sbagliata. La paura ci fa tradire come Pietro e Giuda. La paura ci fa uccidere come i capi dei sacerdoti e il popolo. La paura ci fa lavare le mani come Pilato. La paura è la causa materiale di ogni Passione. La paura è il primo chiodo di ogni croce, soprattutto la nostra. 

Ma Gesù nella Bibbia ci dice “Non temere” e lo ripete 365 volte. Ogni giorno vuole liberarci dalla paura, dalle giustificazioni, dalle prigioni che ci costruiamo. Gesù non ci toglie dalla croce, ci insegna a starci, a portarla, ad amare e a perdonare anche nelle nostre morti. Gesù accoglie la croce per non lasciarci soli quando sarà il momento di accogliere la nostra. Perché di fronte a chi consegna la propria vita il male è disarmato perché liberi dalla paura si può volare alto, perché ha senso solo così!  https://youtu.be/KC70F8xMyfA

Quaresima – Venerdì 7 Aprile (Gv 10,31-42)


Questo modo che Giovanni ha di presentare il conflitto tra Gesù e le autorità religiose non è solo qualcosa che avviene nel lontano passato. E’ anche uno specchio che rispecchia ciò che avviene oggi.

In nome di Dio, alcune persone si trasformano in bombe ed uccidono. In nome di Dio sono stati commessi molti orrori e continuiamo a commetterli oggi giorno. La quaresima è un periodo importante per fermarsi e chiedersi: qual è l’immagine di Dio che abita nel mio essere?

Gesù dimostra di essere il Figlio di Dio con una duplice argomentazione, quella della Scrittura e quella delle opere straordinarie compiute nel nome del Padre.

Gesù reagisce in modo pacato al gesto violento dei suoi avversari: “Vi ho mostrato molte opere buone da parte del Padre; per quale di queste opere mi lapidate?”. E dal Sal 81, di valore incontestabile per i giudei, contesta la loro risposta: che se dei semplici uomini sono chiamati dèi e figli dell’Altissimo, quanto più è Figlio di Dio colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo per essere il rivelatore definitivo e il salvatore universale.

La seconda argomentazione di Gesù a prova della sua divinità è costituita dalle opere eccezionali compiute nel nome del Padre. E’ il Padre che, nel Figlio, compie le sue opere.

Gesù si ritira a Betania, dove il Battista aveva svolto il suo primo ministero. Questo ritorno di Gesù nel luogo dove aveva avuto inizio la sua rivelazione pubblica forma un’inclusione.

Forse l’evangelista vuole insinuare che la sua manifestazione davanti al mondo iniziata a Betania si conclude, dopo essersi infranta contro il muro dell’incredulità dei giudei.