Quaresima 17 Marzo

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 8,51-59)

n quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».

Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: ”È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».

Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».

Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

COMMENTO a cura di Francesca Bianco, scout Agesci Pompei

Sicuramente ascoltando questo passo del Vangelo, qualcuno è rimasto incredulo e forse poco convinto delle parole di Gesù. L’immortalità è il sogno nel cassetto di molti, ma seguire semplicemente la parola di Gesù può avverare questo desiderio? In realtà, la morte di cui Gesù parla, è quella interiore.

Spesso, stanchi delle difficoltà sempre presenti nella nostra vita, ci facciamo travolgere dalla rabbia o dall’odio nei confronti degli altri, reagendo male ad ogni situazione e rischiando di restare soli. Invece Gesù ci invita a superare le difficoltà con l’aiuto degli altri e soprattutto con l’aiuto della sua Parola.

Chi seguirà la sua Parola riuscirà a vivere davvero, e a non lasciarsi abbattere dalle difficoltà. Non dobbiamo semplicemente sopravvivere, vivacchiare. Gesù desidera insegnarci la vita vera, quella che vale la pena di essere vissuta intensamente su questa terra e che ci prepara alla vita eterna con Lui.

Già dalla mattina, allora, invece di sbuffare per i soliti impegni, impariamo a sentirci vivi, a trovare il lato positivo nelle situazioni, a ricavare insegnamenti da ciò che ci capita.
Affidiamo tutto a Gesù, via, verità e vita. Solo così sceglieremo di vivere e non di sopravvivere.

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Quaresima 16 Marzo

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 8,31-42)

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».

Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».

Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

COMMENTO a cura di Agostino Orefice, consigliere diocesano Azione Cattolica Nocera-Sarno

E’ assolutissimamente VERO!!! La libertà è il più grande dono e gesto d’amore che il Signore ci poteva consegnare.In questo passo Gesù ci mette in guardia, ci invita a seguire la verità affinché possiamo essere uomini liberi: liberi di amare come Lui ci ama, liberi dalle catene dell’odio, del compromesso, della vendetta, dell’arroganza e soprattutto liberi dal MALE. La libertà in Cristo ci salva, ci rende figli e non schiavi!!!

Ma facciamo attenzione a distinguere di vivere nella libertà e vivere nel libertinaggio, definendo quest’ultimo come uno stato meramente egoistico e indipendente, finalizzato a soddisfare solo le proprie esigenze, e non quelle del Padre nostro, che non ci chiede altro di amarci gli uni e gli altri, come lui ha fatto con NOI.

Oggi in tanti vivono nel libertinaggio, e pochi nella libertà, allora facciamo tesoro di quella fede che nel nostro cuore vive, che una volta scoperta, va solo condivisa e STIMOLATA NEL SUO NOME. Chi vive in Cristo non dovrà avere timore, chi vive nel suo amore non sarà deluso, e chi vive nella libertà, e non nel libertinaggio, non sarà lasciato solo.

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Quaresima 15 Marzo

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 8,21-30)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire».

Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?».

E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?».

Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo».

Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite».

A queste sue parole, molti credettero in lui.

COMMENTO a cura di Lucia Colombo, vicepresidente nazionale settore giovani di Azione Cattolica

Sono molto intensi i passi del Vangelo di Giovanni di questi giorni, carichi di moniti. Gesù sta facendo un’operazione grandissima, per arrivare a toccare i cuori anche dei più duri di comprendonio.

E c’è da considerare che non si trova di fronte a degli sprovveduti, ma a dei “bravi” ebrei.
Gente che si impegna a suo modo nel culto, ma che a volte, come succede a me, rischia di razionalizzare un po’ troppo. Si perché spesso mi capita di voler chiudere tutto dentro alcuni schemi mentali che mi porto dietro.
E ha un bel dire Gesù: “attenzione, ragazzi, perché voi siete di questo mondo, ma io no!”. Nonostante le sue parole molto chiare, faccio fatica a considerare che c’è un di più talmente bello da sfuggire, nella sua totalità, alla mia capacità percettiva.

E invece è proprio attraverso quel qualcosa che Gesù È, che il Figlio entra nella mia vita assieme al Padre, che non mi abbandona. Quindi sta a me guardare con gli occhi di chi sa farsi spaccare il cuore dalla meraviglia.

Di chi sa fermare l’arrovellarsi del cervello, per una buona volta.
Di chi sa chiudere la bocca, rinunciando a capire tutto e subito, preferendo fare spazio a quel Dio-uomo innalzato che nutre di inaspettato ogni giorno.

A dirigere la quotidianità, fatta di scelte molto piccole e molto concrete, verso quel Dio, affidandocisi fino in fondo.

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Quaresima 14 Marzo

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 8,12-20)

In quel tempo, Gesù parlò [ai farisei] e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me».

Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».
Gesù pronunziò queste parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora venuta la sua ora.

COMMENTO a cura di don Giuseppe Santoro, vicepresidente giovani Azione Cattolica Capua

Mentre cerco di commentare la Parola di oggi guardo fuori dalla finestra: è una giornata nuvolosa, grigia e che non lascia spazio alla luce del sole.
Inizio ad immaginare quindi a come sarebbero le cose che conosciamo senza essere illuminate, al buio: non riusciremmo a vedere cosa ci circonda, non riusciremmo a capire dove stiamo andando, non riusciremmo a guardare il volto di chi ci sta intorno…

Quante volte avvertiamo di vivere nell’oscurità, di camminare in un buio interiore che ci fa smarrire la strada, che non ci permette di riconoscere il volto di un nostro fratello, che ci oscura la vista e rende difficile affrontare gli ostacoli.
A tale oscurità possiamo reagire in tanti modi: rimanere fermi ad aspettare qualcuno che ci viene a salvare, continuare a vivere nel buio, cercare una fonte di luce, anche minima, ma che nel buio può diventare il nostro faro, il nostro sole.

Sta a noi decidere cosa fare ma dobbiamo tener presente che, circa 2000 anni fa, un uomo ha illuminato la VIA da seguire, ha rischiarato la VERITÀ da testimoniare e ha fatto brillare la nostra VITA.
Come “sfruttare” la luce di quest’uomo? La luce di Gesù?

Accogliendo e vivendo la sua Parola ogni giorno e in ogni luogo in cui viviamo. Attenzione, però! Gesù ha bisogno di noi per illuminare le nostre giornate, le giornate degli altri con un sorriso, con un “come stai?”, con una carezza, un abbraccio…Non serve poi tanto per essere “luce del mondo”.

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Quaresima 5a Domenica

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 8,1-11)

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

COMMENTO a cura di Padre Beniamino Depalma, arcivescovo di Nola

Queste sono le parole che Gesù rivolge alla povera adultera. Una donna che è innanzi a lui senza dignità e con tanta vergogna. Ma lo sguardo del Signore libera: non si ferma al peccato.

Il nostro Dio infatti dimentica e ricorda: dimentica perché ricorda la sua fedeltà, la sua misericordia. Lui che è fedeltà e misericordia. Perdonare è il mestiere proprio di Dio, il mestiere che solo Dio sa fare. Perdonare è il massimo dell’amore.
Il perdono dà vita, fiducia, apre al futuro, offre un’altra possibilità. Il perdono è una nuova nascita.

Il rifiuto del perdono invece uccide. Con il perdono si costruisce una vita più umana ed una società più umana. Senza perdono vince la rabbia, la violenza, la disumanità

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