Quaresima – Mercoledì 5 Aprile (Gv 8,31-42)

” La verità vi farà liberi”

Libertà.. una parola che ci piace molto, della quale pensiamo di avere pieno controllo, e invece se Gesù ci dice queste parole è proprio perché tante volte siamo schiavi. Schiavi di mille cose, della routine, del lavoro, dei social, delle mode che ci incatenato, ma ci da la suoluzione… la Sua Parola.. quella Parola che libera e che ci rende figli e non più schiavi.

Quaresima – Martedì 4 Aprile (Gv 8,21-30)

«Tu, chi sei?»

Questa domanda è il fondamento della Fede, l’inizio di ogni cammino. Te lo chiedi quando tocchi il fondo e non ti riconosci più, lo chiedi a Dio quando per la prima volta ti si presenta davanti e fai fatica a riconoscerlo. «Tu, chi sei?» Voler trovare una risposta a questa domanda è un percorso lungo, capire chi è Dio e capire chi siamo per Lui è un percorso lungo, un percorso che porta a scendere anche nelle proprie bassezze, nel proprio marcio, nella propria croce (“quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo”)…ma che non si ferma là! Da soli a un certo punto questo cammino si fermerebbe, nel proprio baratro, nelle proprie morti (“morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire”), ma con Lui il viaggio continua, ha aperto una via nuova mai battuta da nessun altro prima! La Resurrezione e la Vita Eterna! Con Dio tutto questo è possibile e desidera farlo con ognuno di noi, non siamo affatto soli in questo! “Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo.”

Rispondere a «Tu, chi sei?» è un cammino lungo e impegnativo, ma sappiamo che non siamo soli e che la strada è già stata aperta! Sempre avanti, sempre in alto!

Quaresima – Domenica 2 Aprile (Gv 11,1-45)

La bellezza grande del Vangelo di oggi è sicuramente la risurrezione di Lazzaro, ma quello che mi colpisce di più ogni volta che lo ascolto sono le lacrime di Gesù. In queste righe capiamo proprio il desiderio di Dio di farsi simile a noi.. proprio in tutto anche nella morte, ma anche nei sentimenti che proviamo nella morte, le sue lacrime sono dono grande per Marta e Maria, ma sono dono grande   anche per noi.
Gesù non aspetta la morte di Lazzaro perché non gli vuole bene, non gli interessa o perché ha altro da fare, ma perché con questa morte e risurrezione chi vede possa credere e dare Gloria a Dio. Buona domenica di preludio della Pasqua… l’augurio di questa giornata è di credere per vivere davvero! «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno.»

Quaresima – Sabato 1 Aprile (Gv 7,40-53)

Chi è Dio per noi? Cosa ci è stato detto su di Lui?

Per capire chi è Dio è necessario spogliarsi delle credenze abitudinarie che ci siamo creati, passando dalla legge alla grazia, dalla sicurezza di una scatola chiusa alla liberazione dei doni che Dio ci ha fatto.
Spesso crediamo di essere liberi se siamo coerenti, senza accorgerci che nei criteri che ci siamo imposti perdiamo vita. È necessario oltrepassare la mediocrità e la comodità, bisogna sbilanciarsi nella fede e mettersi totalmente in gioco.

Dio rende di nuovo feconda la vita che è morta con il sigillo che noi e gli altri hanno costruito.
Spesso ci è stato raccontato di un Dio giudice, oppressivo, ma Dio non è nient’altro che amore e la bellezza dell’amore è il saper accogliere e trasfigurare anche e soprattutto l’imperfezione, la fragilità. Noi, come creature del sesto giorno, non siamo chiamati ad essere bravi, ma ad essere belli, figli. Non dobbiamo aspettare di essere perfetti, di aver ordinato ogni cosa per cercare l’Incontro, Dio ci chiede di ritrovare la vita esattamente nelle situazioni in cui siamo, anche in quelle che sanno di dolore poiché dove vi è amore vi è presenza di Dio e il Signore fa nuove tutte le cose. È Lui a fare il miracolo, noi siamo chiamati a metterci il desiderio!

Quaresima – Venerdì 31 Marzo (Gv 7,1-2.10.25-30)


C’è sempre qualcuno che ha bisogno di conferme, che si appella alle regole.

Il problema, nell’infuocata diatriba fra Gesù e i suoi connazionali, è che egli parla liberamente e nessuno lo ferma. Nessuno lo ha riconosciuto come Messia?

Però dà comunque fastidio, perché mette tutti e tutto in discussione.

Nonostante la tensione crescente Gesù non tace e grida la sua fede, grida nel tempio la sua prospettiva di Dio. Anche nelle nostre chiese siamo chiamati a dire la nostra fede senza paura, con coraggio e determinazione.

Curiosa, infine, l’annotazione cronologica di Giovanni; siamo nelle vicinanze della festa delle Capanne, festa che ricordava il lungo peregrinare nel deserto, nella terra di mezzo, di Israele. Giovanni la definisce come “festa dei Giudei”. Non è più una festa di Dio, ma come ai giorni nostri, solo un giorno di vacanza come ferragosto o un dover fare regali come Natale, o un motivo per mangiare come Pasqua o pasquetta…