Quaresima 15 Marzo

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 8,21-30)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire».

Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?».

E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?».

Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo».

Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite».

A queste sue parole, molti credettero in lui.

COMMENTO a cura di Lucia Colombo, vicepresidente nazionale settore giovani di Azione Cattolica

Sono molto intensi i passi del Vangelo di Giovanni di questi giorni, carichi di moniti. Gesù sta facendo un’operazione grandissima, per arrivare a toccare i cuori anche dei più duri di comprendonio.

E c’è da considerare che non si trova di fronte a degli sprovveduti, ma a dei “bravi” ebrei.
Gente che si impegna a suo modo nel culto, ma che a volte, come succede a me, rischia di razionalizzare un po’ troppo. Si perché spesso mi capita di voler chiudere tutto dentro alcuni schemi mentali che mi porto dietro.
E ha un bel dire Gesù: “attenzione, ragazzi, perché voi siete di questo mondo, ma io no!”. Nonostante le sue parole molto chiare, faccio fatica a considerare che c’è un di più talmente bello da sfuggire, nella sua totalità, alla mia capacità percettiva.

E invece è proprio attraverso quel qualcosa che Gesù È, che il Figlio entra nella mia vita assieme al Padre, che non mi abbandona. Quindi sta a me guardare con gli occhi di chi sa farsi spaccare il cuore dalla meraviglia.

Di chi sa fermare l’arrovellarsi del cervello, per una buona volta.
Di chi sa chiudere la bocca, rinunciando a capire tutto e subito, preferendo fare spazio a quel Dio-uomo innalzato che nutre di inaspettato ogni giorno.

A dirigere la quotidianità, fatta di scelte molto piccole e molto concrete, verso quel Dio, affidandocisi fino in fondo.

Audio del commento

Quaresima 14 Marzo

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 8,12-20)

In quel tempo, Gesù parlò [ai farisei] e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me».

Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».
Gesù pronunziò queste parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora venuta la sua ora.

COMMENTO a cura di don Giuseppe Santoro, vicepresidente giovani Azione Cattolica Capua

Mentre cerco di commentare la Parola di oggi guardo fuori dalla finestra: è una giornata nuvolosa, grigia e che non lascia spazio alla luce del sole.
Inizio ad immaginare quindi a come sarebbero le cose che conosciamo senza essere illuminate, al buio: non riusciremmo a vedere cosa ci circonda, non riusciremmo a capire dove stiamo andando, non riusciremmo a guardare il volto di chi ci sta intorno…

Quante volte avvertiamo di vivere nell’oscurità, di camminare in un buio interiore che ci fa smarrire la strada, che non ci permette di riconoscere il volto di un nostro fratello, che ci oscura la vista e rende difficile affrontare gli ostacoli.
A tale oscurità possiamo reagire in tanti modi: rimanere fermi ad aspettare qualcuno che ci viene a salvare, continuare a vivere nel buio, cercare una fonte di luce, anche minima, ma che nel buio può diventare il nostro faro, il nostro sole.

Sta a noi decidere cosa fare ma dobbiamo tener presente che, circa 2000 anni fa, un uomo ha illuminato la VIA da seguire, ha rischiarato la VERITÀ da testimoniare e ha fatto brillare la nostra VITA.
Come “sfruttare” la luce di quest’uomo? La luce di Gesù?

Accogliendo e vivendo la sua Parola ogni giorno e in ogni luogo in cui viviamo. Attenzione, però! Gesù ha bisogno di noi per illuminare le nostre giornate, le giornate degli altri con un sorriso, con un “come stai?”, con una carezza, un abbraccio…Non serve poi tanto per essere “luce del mondo”.

Audio del commento

Quaresima 5a Domenica

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 8,1-11)

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

COMMENTO a cura di Padre Beniamino Depalma, arcivescovo di Nola

Queste sono le parole che Gesù rivolge alla povera adultera. Una donna che è innanzi a lui senza dignità e con tanta vergogna. Ma lo sguardo del Signore libera: non si ferma al peccato.

Il nostro Dio infatti dimentica e ricorda: dimentica perché ricorda la sua fedeltà, la sua misericordia. Lui che è fedeltà e misericordia. Perdonare è il mestiere proprio di Dio, il mestiere che solo Dio sa fare. Perdonare è il massimo dell’amore.
Il perdono dà vita, fiducia, apre al futuro, offre un’altra possibilità. Il perdono è una nuova nascita.

Il rifiuto del perdono invece uccide. Con il perdono si costruisce una vita più umana ed una società più umana. Senza perdono vince la rabbia, la violenza, la disumanità

Audio del commento

Quaresima 12 Marzo

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 7,40-53 )

In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.

Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».

Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.

COMMENTO a cura di Angelo Brancaleone, delegato nazionale giovani Rinnovamento nello Spirito


Oggi il Vangelo ci presenta la disputa su Gesù, la folla è divisa tra chi lo riconosce come “il Cristo” e chi ritiene sia un bestemmiatore. Ma chi è questo Gesù? Ancora oggi Gesù divide, nelle nostre discussioni, quando siamo a scuola, a lavoro o in qualche fila aspettando il nostro turno.

A noi stessi capita di essere divisi nel nostro cuore, a volte chiusi a un amore così semplice e gratuito, a volte aperti perché bisognosi di essere toccati e riempiti e dire come le guardie: “Nessuno ci ha parlato come Lui”. Nessuno è giunto così in fondo al nostro cuore, come Lui. Nessuno ha parole di vita eterna, gesti pieni di misericordia, occhi che sanno guardare oltre e amare come Gesù.

E’ ciò che hanno potuto sperimentare le guardie mandate ad arrestarlo ma che tornano indietro a mani vuote riconoscendo, forse, che l’Amore non si può fermare. I “maledetti” che non conoscono le scritture, le prostitute, i pastori diventano invece il luogo privilegiato dove Dio si fa incontrare e riconoscere, proprio perché ricchi di niente e bisognosi di tutto.

I capi dei sacerdoti e i farisei che sanno già tutto su Dio, sono chiusi nella loro sterile conoscenza delle scritture, schiavi delle loro certezze e dei pregiudizi, incapaci di riconoscere il Cristo nel figlio del falegname. Chi è Gesù per me? Come Nicodemo, andiamo in fondo alla Verità, andiamo fino in fondo a Gesù.

Audio del commento

Quaresima 11 Marzo

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 7,1-2.10.25-30)

In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.

COMMENTO a cura di don Giuseppe Autorino, parroco di Mugnano del Cardinale


Il mio momento non è ancora venuto, risponde Gesù ai suoi familiari che non credono in lui e gli dicono: “Manifesta te stesso al mondo”. In realtà agisce di nascosto per non mettersi in mostra.

Questo capitolo forma una unità che culmina nella domanda: “Chi sei tu?”.
E nella risposta: “Io-Sono!”.
L’unità di tempo, di luogo e azione è rigorosa: il tempo è la festa delle Capanne, il luogo è il tempio e l’Azione è quella della Parola che chiede risposta, e in tutto questo contesto ci sono i capi che vogliono ucciderlo perché questo uomo propone una legge di libertà.
Quindi abbiamo un Gesù che non vuole apparire, ma che allo stesso tempo dà uno sprone verso la libertà del cuore.

Da questa situazione storica non semplice per Gesù dobbiamo imparare a vivere la nostra vita con umiltà avendo chiaro di voler essere figli di Dio sempre e dovunque per conquistare una libertà interiore che fa star bene con se stessi.

Audio del commento