Quaresima – Venerdì 3 Marzo (Mt 9, 14-15)

La pratica del digiuno è una pratica dimenticata e guardata con un certo sospetto dal nostra società incapace di rinunce. Probabilmente la ragione consiste nel non vedere la ragione di una rinuncia come il cibo.
Eppure il digiuno, in tutte le religioni, ha un valore profondo, valore di rimando all’essenziale oltre che – come hanno scoperto in tempi recenti le scienze mediche – di purificazione dell’organismo e di alleggerimento della mente.
L’unico momento in cui qualcuno pensa di digiunare è in vista della prova costume estiva o per dover entrare in un vestito a qualche matrimonio…
Ed appunto il vangelo di oggi ci richiama al senso cristiano del digiuno che è quello dell’attesa dello sposo, di una visione nuziale della quaresima, come tensione al ritorno nella gloria del Signore Risorto.
Il digiuno cristiano, nei nostri tempi, ha assunto forme diverse, non necessariamente legate al cibo. Il venerdì, giorno di memoria della passione del Signore, può essere giorno di digiuno dalla televisione per stare a giocare con i figli o per leggere un buon libro.

L’importante è lo stile, il richiamo, la tensione verso lo sposo. Tutto ciò che ci può ricordare questa tensione è bene accetto agli occhi di Dio…

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Quaresima – Giovedì 2 Marzo (Lc 9, 22-25)

croce

Gesù qui fa il suo primo annuncio di quella che sarà la sua Passione, i discepoli non sono preparati, come forse non lo siamo noi. Ci dice anche come fare per seguirlo, ma prendere la propria croce, lasciarsi morire a sé stessi, donarsi agli altri gratuitamente è facile? Assolutamente no, ma il periodo che stiamo vivendo vuole aiutarci a riflettere sui nostri comportamenti, sul nostro rapporto con gli altri e con Dio, a come usiamo le cose.

La Quaresima è un periodo di grazia per tutti noi, sono 40 giorni intensi, come lo sono stati per Gesù nel deserto, e come lui siamo chiamati a riflettere sulla nostra condizione di figli di Dio, su come operare secondo la sua Parola, se davvero vogliamo prendere la nostra croce e seguirlo.

Buona Quaresima a tutti!

Mercoledì delle Ceneri (Mt 6, 1-6.16-18)

La Quaresima comincia con le ceneri che ci verranno imposte: simbolo della nostra fragilità e del nostro peccato, e richiamo alla conversione. Li si riassume tutto il nostro tracciato: conversione – pregadigiuno – preghiera – condivisione.

Il Vangelo di oggi ci dice che ci sono tre dimensioni del nostro essere da convertire: il nostro rapporto con Dio (tramite la preghiera), il nostro rapporto con le cose (per mezzo del digiuno) e il nostro rapporto con l’altro (tramite la condivisione).
Ma ci invita anche alla discrezione .
Se vogliamo vivere nella verità non dobbiamo metterci in mostra, ma chinarci verso ciò che fa vivere ogni uomo, verso ciò che è essenziale per lui.

Buona attesa fratelli, buona preghiera, buona crescita.

Quaresima, camminare insieme

desertoCiao Amici, per noi POG la quaresima è sempre un momento forte, nel quale la Parola ci aiuta a vivere bene quest’attesa. Abbiamo pensato di condividere con tutti voi, alcuni pensieri, riflessioni, immagini per vivere insieme un cammino per incontrare e abbracciare Qualcuno che ci sta cercando da sempre.

Pasqua

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

COMMENTO a cura di Mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo di Pompei

Oggi è Pasqua! Celebriamo, nella gioia, la Domenica di Risurrezione. È il nuovo inizio. È “il primo giorno dopo il sabato”. Tutto rinasce. È la “nuova creazione”.
Cristo risorto, sigillo della novità, primogenito della creazione, viene ad inaugurare i tempi nuovi e definitivi.
Le parole di San Paolo ci aiutano a comprendere il senso profondo della Pasqua. Se la nostra fede ci lega al mistero di Cristo Risorto, dobbiamo sentirci attratti dalle cose di lassù: come cristiani, infatti, siamo chiamati a vivere in comunione con il Cristo della gloria.

Cercare le cose di lassù significa impegnarci a cercare, come ha fatto Gesù, ciò che davvero piace al Padre: le azioni che Egli ci chiede di desiderare e di compiere.
Ma la realtà di Cristo Risorto ha anche una dimensione di presenza interiore, perché «la nostra vita – quella vera – è nascosta con Cristo in Dio!». Possiamo dunque essere su questa terra sperimentando la novità di vita del Signore.
Quando viviamo con coerenza la nostra vita cristiana, sperimentiamo nella nostra persona la presenza di un Altro; ci sentiamo “innestati” in Cristo e partecipi, sia pur nella speranza, della gloria del Signore.

Chiediamo a Dio di morire a noi stessi, per poi risorgere con Cristo; di condurre una vita simile alla sua, passando dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce, da una vita imperfetta ad una vita perfetta e degna di Lui.

Buona Pasqua di risurrezione!

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