Quaresima 22 Febbraio

VANGELO DEL GIORNO: (Mt 16,13-19)

n quel tempo, essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?».
Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Voi chi dite che io sia?».
Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.

E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.
A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

COMMENTO a cura di Claudio Guarnaccia, adulto Azione Cattolica diocesi Salerno

Una domanda strana… Imbarazzante… Gesù sembrerebbe voler mettere in difficoltà i discepoli, che lo seguono e lo chiamano “Maestro”, quindi sanno bene chi sia. Inoltre Egli legge nel cuore dell’uomo e sa bene quanta convinzione, o viceversa debolezza, si celi in coloro che lo seguono.

Ma la domanda non è “Secondo voi, chi sono?”. La domanda di Gesù è “chi dite che io sia” agli altri che incontrate sul cammino, a tutti coloro che si rivolgono a voi, al mondo intero!

Ciò che realmente ci chiede, dunque, è che tutti noi che ci professiamo cristiani ci riscopriamo missionari della Fede, abbiamo il coraggio di proclamare a gran voce e con chiarezza che Egli è “il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Anche se ciò debba costarci derisione, incomprensione, o addirittura persecuzione, come capita ancora oggi ai nostri fratelli in diverse nazioni del mondo.

E tante volte noi siamo lì, pronti a rispondere e a dire a gran voce quanto sia bello seguire il Signore, salvo poi, come Pietro, riscoprirci peccatori e rinnegare persino di conoscere Gesù, quando avremo paura, quando la sequela sarà pesante, quando “non ci converrà più”…

Eppure, ciò nonostante, Gesù si fida di noi e scommette sulla nostra vita! Sa che Pietro lo tradirà ma su di lui fonda la Chiesa e gli affida le chiavi del regno. Lo stesso vale per noi: anche se sa che cadremo, ci affida il compito di annunciare il Vangelo, di dire al mondo che dopo la passione e la morte, c’è la Resurrezione!

Facciamo nostra questa consapevolezza e, in questo cammino quaresimale, riscopriamoci, come Pietro, discepoli umili e coraggiosi, capaci di annunciare e di vivere il Vangelo nella vita di ogni giorno.

Keep Lent e buona giornata!

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Quaresima 2a Domenica

VANGELO DEL GIORNO: (Lc 9,28b-36)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura.
E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

COMMENTO a cura di Mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo di Pompei

Il cammino verso la Pasqua – lo stesso di Gesù verso Gerusalemme – passa oggi per il Monte Tabor. Passa per la contemplazione del volto di Cristo trasfigurato, luminoso, splendido. Restiamo impressionati da questo evento straordinario che prefigura la gloria della Risurrezione, ma, allo stesso tempo, annuncia il cammino di sofferenza e la morte di Gesù.

La Quaresima, per noi cristiani, è un invito a compiere opere di penitenza e di carità per guardare alla croce gloriosa di Cristo, che trasfigura la nostra esistenza. Oggi siamo invitati a seguire Gesù fino in fondo, se necessario anche nelle tenebre della stanchezza, della tentazione, del dolore, della morte, per essere con lui trasfigurati La gloria del Tabor diventa, dunque, forza e luce nei momenti bui della vita.

È un invito a volgere lo sguardo verso la fine, verso la mèta del cammino di Gesù, che è anche la nostra mèta. Saliti con Gesù sul monte della preghiera, osservando il suo volto pieno di amore e di verità, lasciamoci colmare interiormente dalla sua luce.

Lasciamoci guidare da Gesù nella vita di tutti i giorni, per affrontare con spirito nuovo e con una nuova prospettiva le croci della vita. Diventeremo “pellegrini della speranza”, persone che trasfigurano il tempo e la storia, dandovi un senso nuovo.

Keep Lent e buona giornata!

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Quaresima 20 Febbraio

VANGELO DEL GIORNO: (Mt 5,43-48)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

COMMENTO a cura di Paola Izzo, membro di equipe di Pastorale Giovanile Pompei

Lo so. Tutti abbiamo pensato almeno una volta che in questo passo del Vangelo Gesù abbia un po’ esagerato. Possiamo evitare di ripagare i nostri nemici con lo stesso torto ma addirittura amarli! Ci risulta umanamente impossibile!

Quando ci viene fatto del male, il nostro giudizio nei confronti dell’altro cambia totalmente. Ci distacchiamo da quella persona e non siamo più capaci di andare oltre il torto subito. Ci arricchiamo nel nostro orgoglio e non permettiamo all’amore di ascoltare, comprende, purificare e perdonare.
È vero che, molte volte, si tratta di un esercizio difficilissimo, ma se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete?

Gesù, ci dice che è troppo comodo amare le persone che già ci amano.
La novità del vangelo consiste, invece, nello scardinare i luoghi comuni, nel superare gli istinti e le simpatie. Se è normale salutare chi ci saluta, è evangelico salutare chi ci ignora o ci disprezza. E non per sfida o sentendoci migliori, ma perché imitiamo la logica del Padre che offre opportunità a tutti gli uomini!

Oggi ci viene chiesta la fatica di ricambiare il male con il bene, di non chiedere vendetta ma misericordia. Una fatica uguale a quella di Gesù sulla croce.
Come lui, rivolgiamoci al Padre perché ci aiuti a vincere ogni resistenza ed amare gli altri dello stesso amore con cui siamo amati.

KeepLent e buona giornata!

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Quaresima 19 Febbraio

VANGELO DEL GIORNO: (Mt 5,20-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio.

Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: Stupido, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: Pazzo, sarà destinato al fuoco della Geènna.

Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! »

COMMENTO a cura di Mauriello, diacono e membro di equipe di Pastorale Giovanile Pompei

In questo periodo di quaresima Gesù ci invita a essere sempre pronti alla riconciliazione e al perdono nei confronti dei nostri fratelli e questo prima di qualsiasi nostra offerta presentata all’altare o al nostro pregare.

L’invito che Egli ci fa è di avere un cuore limpido, svuotato da ogni rancore, invidia o gelosia e soprattutto misericordioso verso colui con cui sto in conflitto o che mi ha offeso.

Solo con un cuore leggero potremo avvicinarci alla preghiera, liberi da ogni pensiero cattivo, ed essere veramente sinceri e credibili agli occhi di Dio.

Il buon cristiano è colui che riesce a riconciliarsi e aiutare a riconciliare gli altri fratelli secondo il modo che Gesù ci ha insegnato, ovvero perdonando e compiendo opere di carità.

S. Paolo a più riprese invita i fratelli delle comunità : “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio…… Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!”

Il tempo è arrivato, oggi e non domani, Gesù ci invita a porre fine al male e a essere misericordiosi come lo è Lui, ci invita e seguire le sue orme, facendo riflettere su noi la Sua luce d’amore e chiedendoci di utilizzare le armi della fede, della carità e della speranza….Viviamo con gioia la quaresima vero tempo di riconciliazione e perdono.

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Quaresima 18 Febbraio

VANGELO DEL GIORNO: (Mt 7,7-12)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra?
E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».

COMMENTO a cura di Bianca, scout Agesci Pompei

In Quaresima siamo chiamati a riscoprire la verità della preghiera così come ce la presenta Gesù. La sua vita è una vera e propria scuola di preghiera.
Due sono le lezioni che il Maestro ci insegna: bisogna sapere a chi ci si rivolge e non si deve staccare la preghiera dalla vita reale.

Spesso chiediamo e non riceviamo perché chiediamo male o chiediamo cose che, in verità, non ci sono necessarie o perché non chiediamo ad un Padre, ma ad un tiranno da convincere e convertire.

Gesù ci insegna a rivolgerci continuamente ad un Padre che sa bene ciò di cui abbiamo bisogno. Aldilà della natura buona o cattiva di un uomo, il Signore risponde sempre alle nostre richieste proprio come un padre fa con suo figlio.

Da ciò è importante comprendere che la grandezza dell’ amore del Signore è la strada migliore che ogni uomo può intraprendere, perché è l’occasione per crescere spiritualmente e diventare una persona migliore.
Perché colui che ama profondamente riflette questo amore in ogni sua relazione.
E anche nella preghiera, che è relazione intima con Dio.

Se è davvero così, allora, la preghiera ci cambia.
Inoltre, dice il vangelo di oggi, la preghiera cambia la nostra vita: così, al centro dell’attenzione dei cristiani di tutte le epoche, le regole da seguire sono riassunte nella regola d’oro:
tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.

Riproponiamoci, a partire da questa Quaresima, di imparare a pregare con la vita e di fare della nostra vita una preghiera di amore per gli altri.
KeepLent e buona giornata.

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