Quaresima 5a Domenica

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 8,1-11)

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

COMMENTO a cura di Padre Beniamino Depalma, arcivescovo di Nola

Queste sono le parole che Gesù rivolge alla povera adultera. Una donna che è innanzi a lui senza dignità e con tanta vergogna. Ma lo sguardo del Signore libera: non si ferma al peccato.

Il nostro Dio infatti dimentica e ricorda: dimentica perché ricorda la sua fedeltà, la sua misericordia. Lui che è fedeltà e misericordia. Perdonare è il mestiere proprio di Dio, il mestiere che solo Dio sa fare. Perdonare è il massimo dell’amore.
Il perdono dà vita, fiducia, apre al futuro, offre un’altra possibilità. Il perdono è una nuova nascita.

Il rifiuto del perdono invece uccide. Con il perdono si costruisce una vita più umana ed una società più umana. Senza perdono vince la rabbia, la violenza, la disumanità

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Quaresima 12 Marzo

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 7,40-53 )

In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.

Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».

Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.

COMMENTO a cura di Angelo Brancaleone, delegato nazionale giovani Rinnovamento nello Spirito


Oggi il Vangelo ci presenta la disputa su Gesù, la folla è divisa tra chi lo riconosce come “il Cristo” e chi ritiene sia un bestemmiatore. Ma chi è questo Gesù? Ancora oggi Gesù divide, nelle nostre discussioni, quando siamo a scuola, a lavoro o in qualche fila aspettando il nostro turno.

A noi stessi capita di essere divisi nel nostro cuore, a volte chiusi a un amore così semplice e gratuito, a volte aperti perché bisognosi di essere toccati e riempiti e dire come le guardie: “Nessuno ci ha parlato come Lui”. Nessuno è giunto così in fondo al nostro cuore, come Lui. Nessuno ha parole di vita eterna, gesti pieni di misericordia, occhi che sanno guardare oltre e amare come Gesù.

E’ ciò che hanno potuto sperimentare le guardie mandate ad arrestarlo ma che tornano indietro a mani vuote riconoscendo, forse, che l’Amore non si può fermare. I “maledetti” che non conoscono le scritture, le prostitute, i pastori diventano invece il luogo privilegiato dove Dio si fa incontrare e riconoscere, proprio perché ricchi di niente e bisognosi di tutto.

I capi dei sacerdoti e i farisei che sanno già tutto su Dio, sono chiusi nella loro sterile conoscenza delle scritture, schiavi delle loro certezze e dei pregiudizi, incapaci di riconoscere il Cristo nel figlio del falegname. Chi è Gesù per me? Come Nicodemo, andiamo in fondo alla Verità, andiamo fino in fondo a Gesù.

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Quaresima 11 Marzo

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 7,1-2.10.25-30)

In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.

COMMENTO a cura di don Giuseppe Autorino, parroco di Mugnano del Cardinale


Il mio momento non è ancora venuto, risponde Gesù ai suoi familiari che non credono in lui e gli dicono: “Manifesta te stesso al mondo”. In realtà agisce di nascosto per non mettersi in mostra.

Questo capitolo forma una unità che culmina nella domanda: “Chi sei tu?”.
E nella risposta: “Io-Sono!”.
L’unità di tempo, di luogo e azione è rigorosa: il tempo è la festa delle Capanne, il luogo è il tempio e l’Azione è quella della Parola che chiede risposta, e in tutto questo contesto ci sono i capi che vogliono ucciderlo perché questo uomo propone una legge di libertà.
Quindi abbiamo un Gesù che non vuole apparire, ma che allo stesso tempo dà uno sprone verso la libertà del cuore.

Da questa situazione storica non semplice per Gesù dobbiamo imparare a vivere la nostra vita con umiltà avendo chiaro di voler essere figli di Dio sempre e dovunque per conquistare una libertà interiore che fa star bene con se stessi.

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Quaresima 10 Marzo

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 5, 31-47)

n quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.
Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.

Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.

Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?

Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

COMMENTO a cura di don Filippo Centrella, parroco presso San Bartolomeo e Giovanni, Tufino

Continua l’accesa polemica tra i giudei e Gesù circa la sua identità. I giudei, infatti, hanno difficoltà a comprendere chi è veramente quest’uomo, simile a tutti gli altri, figlio di un falegname, proveniente da un villaggio sperduto della Galilea.
Gesù porta a difesa della veridicità delle sue parole e delle sue azioni quattro testimoni: il Battista, le opere da lui compiute, la testimonianza del Padre e le Scritture.

I giudei non credettero alla persona di Gesù, nonostante le numerose testimonianze in suo favore. Chiediamoci: la gente che accostiamo, gli amici che incontriamo, la famiglia in cui viviamo, potrebbe, attraverso la testimonianza della nostra vita, credere che anche oggi Dio è in mezzo a noi e continua a costruire il suo Regno di amore, di giustizia, di solidarietà, servendosi della nostra vita?

In altre parole: la nostra vita è anch’essa una testimonianza attraverso la quale gli altri riescono a “vedere” Dio all’opera oggi?
Chiediamo al Signore di essere sempre più suoi testimoni autentici e credibili.

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Quaresima 9 Marzo

VANGELO DEL GIORNO: (Gv 5,17-30)

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.

Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.

In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.

Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

Da me, io non posso far nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».

COMMENTO a cura di don Umberto Guerriero, parroco di Comiziano

Quante volte ci hanno ripetuto che bisogna saper attendere i tempi di Dio? Che la fede chiede pazienza? A me personalmente tante…ed è tutto vero… solo non vorrei che questo ci abbia portato a immaginare un Dio che sta lì in attesa, parcheggiato in panchina, o spaparanzato su un divano mentre sonnecchia.

Un Dio che mentre i fili della nostra vita si ingarbugliano sempre di più, guarda compiaciuto ed aspetta l’ultimo istante prima di intervenire e mettere le cose a posto, quasi come se fosse la puntata finale del suo telefilm preferito; e noi nel frattempo siamo lì, ad annaspare per tenerci a galla, sperando che Lui, prima o poi, si ricordi anche di noi, mentre facciamo nostra la domanda di Luciano Ligabue, che un po’ di anni fa in una sua canzone si chiedeva: «Hai un momento, Dio?».

Beh… contro la tentazione di pensare a un Dio che batte la fiacca, Gesù oggi ci ricorda che lui e il Padre sono sempre all’opera, continuamente in azione, anche quando a noi sembrerebbe il contrario. E qual è l’opera incessante che il Padre e il Figlio portano avanti? Ce lo dice Gesù: Dare la vita!

In questo tempo di quaresima siamo chiamati a convertirci a Dio, a rendere il nostro cuore simile al suo… come si diceva una volta. E allora anche noi dobbiamo fuggire la tentazione di sprecare il nostro tempo restando a guardare.
Dobbiamo essere capaci di agire alla maniera del Padre… mettendo coraggio, intraprendenza, gioia, entusiasmo e speranza, lì dove c’è incertezza, delusione, paura e sconforto.
Dobbiamo portare la vita che viene dal Padre lì dove ora sembra esserci solo morte.

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