Dopo essere stati alla scuola di San Giuseppe il “giusto”, il Signore continua a guidarci per mano all’interno del Mistero della Giustizia divina, Noi come Pietro insistiamo per avere delle leggi da applicare, dei numeri da far quadrare, dei limiti da non oltrepassare per metterci la coscienza a posto. Ma questa non è la logica di Dio. Diceva San Tommaso d’Acquino: “La causa dell’amore di Dio è soltanto Dio; la misura, è di amare senza misura”. Ecco la misura del perdono, la misura dell’Amore: amare senza misura. E’ evidente che non possiamo illudirci di farlo solo con le nostre forze, vivremmo da frustrati. Solo chi si riconosce povero può sperimentare quotidianamente il perdono e l’Amore di Dio (l’unico senza misura) e, a sua volta, farsi strumento di questo Amore.
Quaresima – Lunedì 20 Marzo (Mt 1,16.18-21.24)
Questo brano del vangelo mi ha fatto pensare che, da un certo punto di vista, la figura di Giuseppe è molto attuale: egli si deve occupare di un figlio non suo, lo deve amare, crescere ed educare pur consapevole di non essere stato lui a generarlo, un po’ come succede in molte famiglie moderne con genitori separati che si risposano e devono quindi occuparsi dei figli dei rispettivi compagni.
Ovviamente ben diverse sono le condizioni di partenza! Nel caso di Giuseppe, tutto è stato deciso e pianificato da Dio, il quale sceglie il falegname come padre adottivo, giusto e obbediente, che nonostante i dubbi, si piega alle richieste dell’angelo apparsogli in sogno trasformandosi nel “guardiano della Parola” che permise il compimento del progetto di salvezza per l’umanità.
Quale sarà il progetto di Dio per noi? Sapremo accettarlo con silenziosa obbedienza come il nostro caro Giuseppe?

Quaresima – Domenica 19 Marzo (Gv 4,5-42)
In questa giornata scopriamo qual è il grande desiderio di Dio… incontrarci! Ci viene a cercare anche quando noi non vogliamo farci vedere, infatti la donna che incontriamo va ad attingere al pozzo in un’ora insolita, quando non c’è nessuno, ma ecco che oggi è diverso, oggi c’è Qualcuno ad aspettarla! Gesù non ci lascia mai soli!
Oggi per riflettere ci facciamo aiutare da alcuni amici, i “Metatrone”, che con questo testo raccontano bene la bellezza dell’incontro.
Buona domenica!
Quaresima – Sabato 18 Marzo (Lc 15, 1-3. 11-32)
Le figure centrali del Vangelo di oggi sono un padre e due figli, ma come spesso capita oggi, anche qui i ruoli non sono ben definiti. Il figlio minore prende tutto ciò che gli spetta, come se gli fosse dovuto e non donato, e si allontana; il figlio maggiore rimane a casa, ma si sente schiavo, non figlio.
E noi dove siamo? Dove stiamo andando?
“Io sto alla porta e busso” dice il Signore.
Non importa dove tu sia ora, dove sei stato, Dio c’è, anche nella strada deserta in cui ci mettiamo, anche nelle nostre fatiche.
”Quando era ancora lontano, il Padre lo vide”.
Dio ci vede anche se ci siamo allontanati da Lui, divenendo estranei anche a noi stessi, anche vestiti dei nostri sbagli e dei nostri peccati. Noi, nella nostra umanità ci allontaniamo, credendo di poter gestire una vita che però non viene da noi, ma Dio non smette di essere casa, famiglia, fratello, padre.
Occorre tornare al cuore, fare un passo avanti, dire un “sì” faticoso e a volte doloroso, ed Egli ci correrà incontro perché Dio è Amore e l’amore non abbandona.
Quaresima -Venerdì 17 Marzo (Mt 21,33-43.45)

Non sa che fare, il Signore Gesù. Ha raccontato il vero volto di Dio, ha accompagnato le sue parole con gesti profetici ed eclatanti, con una commovente coerenza.
Ma non è servito: una crescente ostilità sta mettendo in discussione ogni sua parola, ogni sua scelta.
I sacerdoti e i devoti del tempo lo contrastano perché non amano mettersi in discussione.
Non si aspettava una tale reazione, il Maestro, e si interroga su cosa fare. Prende in prestito la tragica parabola della vigna, che il suo uditorio conosce bene, e chiede loro un consiglio: cosa deve fare il padrone?
Non si accorgono che proprio di loro e della loro durezza sta parlando, e anche della nostra… che sono proprio loro i vignaioli che non riconoscono né i servi né il figlio.
E urlano: giustizia! Vendetta! Morte!
Così dovrebbe fare Dio con loro, con noi, e invece non lo farà. Dio non è come gli uomini, il suo giudizio è diverso, le sue scelte incomprensibili.
Andrà fino in fondo sperando che, davanti a quella croce, tutti noi finalmente ci convertiamo ed impariamo ad amarci come Lui ci ha amato
