
“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.”
Cosa ci aspetta dopo la morte? Il vangelo di oggi ci spiega chiaramente come il nostro comportamento e la nostra carità (intesa come la capacità di amare il prossimo) siano gli elementi principali su cui si baserà il giudizio divino: se avremo saputo amare non solo con la ragione, ma soprattutto con le nostre opere, con atti concreti chi ci sta intorno, la nostra famiglia, i nostri amici, ma anche tutti coloro che ci odiano e ci disprezzano, allora avremo davvero conosciuto e amato Dio, perché Dio è amore! E per questo avremo meritato il regno dei Cieli.
Ma se invece lasceremo che i pregiudizi, l’orgoglio, la superbia, la frettolosità, la superficialità e lo stress della vita quotidiana offuschino il nostro cuore, impedendoci di vedere le fatiche, i dolori e le necessità dei nostri vicini mettendo al primo posto non il loro ma il nostro bene e non riuscendo a riconoscere nell’altro lo stesso Dio che si è immolato per noi, allora avremo fallito come cristiani perché non avremo saputo amare in modo concreto, non avremo saputo servire i nostri fratelli, e come possiamo ascoltare in un brano dei Gen Verde: amare è servire, e servire è regnare…..quindi non meriteremo il regno dei cieli, ma il fuoco eterno.
Dunque…cosa volete fare della vostra vita?

