PASQUA: LA NOSTRA GIOIA FIORISCE NEL GIARDINO DI UN SEPOLCRO VUOTO.

A Pasqua tutti corrono, perché l’Amore ha fretta, è sempre in ritardo sul bisogno di vita e sulla fame di abbracci. Maria di Magdala, Pietro e l’altro discepolo corrono al sepolcro più importante della storia. Non il sepolcro di un personaggio storico, importante ma UN SEPOLCRO VUOTO. La morte è stata vinta. Se ai piedi della Croce si radica la nostra gioia, la nostra fede,  nel giardino di una tomba vuota fiorisce la nostra speranza. Nel giardino di una tomba vuota scompare dal vocabolario dell’Amore la parola “Ormai”. Il Signore Gesù con la sua resurrezione ci ha detto che la morte non ha l’ultima parola sulla vita perché più forte della morte è l’Amore! Tutto passa l’unica cosa che rimane è l’Amore. Tutto ciò che avvolgiamo nell’amore rimane! A noi scegliere e decidere se credere o no a quest Amore. Se fare o no entrare l’Amore di Dio nelle nostre vite, nella consapevolezza che con Lui o senza di Lui non è la stessa cosa, non è la stessa vita.

PASQUA: Passaggio da una vita senza di Lui ad una vita con Lui.

Buona Pasqua da tutti i POG

Settimana Santa – Venerdì 14 Aprile (Gv 18,1-19,42)

crocifisso

Quante cose si potrebbero dire su questa pagina di Vangelo, se non fosse per l’epilogo si potrebbe anche cogliere il lato un po’ comico…
Giuda arriva nel giardino con un gruppo di soldati, quanti? Forse 5? 10? Soldati abituati alla guerra, con spade, scudi, armature… e poi ci sono anche alcune guardie del Tempio, anche loro armate…
Come se oggi vedessimo una schiera di poliziotti in tenuta antisommossa…
E cosa succede?
Di fronte a un uomo solo, disarmato e che si consegna spontaneamente… loro indietreggiano e cadono?
Una volta preso, Gesù viene legato… chiaramente, ha fatto di tutto per non essere preso…

Scusate la divagazione e torniamo un po’ più seri come le circostanze richiedono.

La Pasqua è il centro di tutta la nostra fede, ma non ci sarebbe Pasqua senza la giornata di oggi. Non ci può essere resurrezione se prima non si muore, come non può nascere nulla se il seme non muore nella terra.
Dopo duemila anni siamo ancora qui a ricordare quell’uomo che morendo sulla croce e poi risorgendo ci ha salvati. Ma è dovuto salire su quella croce, ha dovuto subire ogni sorta di umiliazione, ha patito dolori indicibili con la fustigazione. E ogni volta che noi guardiamo quella croce con quella scritta I.N.R.I. Ogni volta Lui ci dice Io Non Ritorno Indietro. Lo ha fatto per me, lo ha fatto per te, lo ha fatto per ciascuno di noi. E lo rifà continuamente, ogni volta che con il nostro peccato lo feriamo.

Conosciuta e spesso citata è una pagina del vescovo di Molfetta, don Tonino Bello. “Nel Duomo vecchio di Molfetta, c’è un grande crocifisso di terracotta. L’ha donato, qualche anno fa’, uno scultore del luogo. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l’ha addossato alla parete della sagrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: collocazione provvisoria. La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell’opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata… Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce. La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo… Coraggio, fratello che soffri. La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre collocazione provvisoria. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane… Coraggio, fratello che soffri. C’è anche per te una deposizione dalla croce. C’è anche per te una pietà sovrumana. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua. Ecco un volto amico, intriso di sangue e coronato di spine, che sfiora con un bacio la tua fronte febbricitante. Ecco un grembo dolcissimo di donna che ti avvolge di tenerezza. Tra quelle braccia materne si svelerà, finalmente, tutto il mistero di un dolore che ora ti sembra assurdo… Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga”.

Settimana Santa – Mercoledì 12 Aprile (Mt 26,14-25)

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Anche oggi nel Vangelo, come personaggio di spicco troviamo Giuda.

…quante volte anche io sono stata come Giuda? Con un debole per la ricchezza e con un’idea di Dio sbagliata?

Sì, perché sono convinta che Giuda avesse un’idea di un Gesù Salvatore al modo umano, e nel trambusto di quella sera, nella quale Gesù faceva discorsi strani (diciamo anche incomprensibili, anche per loro che lo seguivano da 3 anni), arrivati oramai a Gerusalemme, manca solo una cosa, che questo suo amico, il suo Maestro si rivelasse a tutti!

queste 30 monete non sono altro che l’ultimo segno di Gesù di farsi servo, schiavo. Perché questo Dio è così, e viene venduto da servo, e muore come il peggiore degli schiavi, per liberarci da tutte le nostre catene, da tutto ciò che non ci fa essere liberi.

Gesù muore per me, per te, per Giuda… perché il nostro Maestro è il Maestro “dell’illogico”

Settimana Santa – Martedì 11 Aprile (Gv 13, 21-33.36-38)

Oggi Vangelo spesso, uno di quelli che se lo si legge non di sfuggita non lascia in pace come prima. È maledettamente scomodo e non c’è modo di smussarlo! All’annuncio del tradimento la prima cosa che fanno i discepoli è cercare il colpevole, ognuno convinto della propria innocenza. Ma Gesù non punta il dito, «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò» ha detto, per tutti noi si è fatto pane. Cristo non ha voluto accusare chi lo avrebbe tradito, questo lo fanno gli uomini, questa è la legge, Cristo è venuto per trasformare il nostro tradimento, in perdono, in salvezza tramite la Sua Croce. Nella Passione l’unico che viene giudicato, l’unico che viene accusato e condannato è Gesù, è Dio stesso e non noi. Per questo la Pasqua è la festa di tutti noi, noi ladroni perdonati.

In foto l’albero di Giuda

Quaresima – Domenica delle Palme 9 Aprile (Mt 26,14-27,26)


Ciò che accade a Gesù e ciò che era stata annunciato dai profeti. Gesù riconosce il compiersi della Volontà del Padre. Gesù sa di essere colui che compie le profezie. Oggi vediamo il giusto venduto e il pagamento per sangue innocente. L’Antico testamento si è compiuto ma si è compiuto in un annuncio  di speranza e misericordia che nessuno avrebbe potuto immaginare così generoso. Questa la passione di Gesù.  Chiediamo per oggi e per tutta la settimana occhi che sappiano contemplate, meditare con grande compassione, gratitudine e considerazione

(Suor Rosaria Carpentieri – suora francescana alcantarina)