Tutti i giorni ci imbattiamo in situazioni come quella presentata nel Vangelo di oggi: una persona commette un errore, uno sbaglio, un peccato e gli uomini intorno immediatamente si sentono liberi, anzi quasi in dovere di farglielo notare, di commentare, di giudicare dall’alto delle loro “vite perfette”, di pronunciare innumerevoli parole su quale sarebbe stato l’atteggiamento più consono, la reazione più giusta, il comportamento più adeguato da tenere in quella circostanza. Ma adeguato per chi?
Gesù, a differenza degli uomini, non condanna, ma invita ad alzare lo sguardo, ad andare oltre, a guardare col cuore la fragilità dell’altro per vedervi riflessa la propria. Perché Dio non giudica, ma ama e con il suo amore e la sua misericordia ci aiuta a rialzarci ed intraprendere una nuova strada, fatta di perdono e comprensione, in cui essere guida amorevole e compagno di viaggio di tutti i nostri fratelli peccatori come noi.
