
Nel testo del vangelo di oggi Matteo ci indica come Gesù interpreta e spiega la Legge di Dio.
L’atteggiamento di Gesù dinanzi alla legge è, nello stesso tempo, di rottura e di continuità. Rompe con le interpretazioni sbagliate, ma mantiene fermo l’obiettivo che la legge deve raggiungere: la pratica della maggiore giustizia, che è l’Amore.
Per Gesù, la giustizia non viene da ciò che faccio per Dio osservando la legge, bensì da ciò che Dio fa per me, accogliendomi come un figlio, una figlia.
Ciò vuol dire: sarò giusto davanti a Dio quando cercherò di accogliere e perdonare le persone come Dio mi accoglie e mi perdona, malgrado i miei difetti e i miei peccati.
La legge dice “Non uccidere!” Per osservare pienamente questo comandamento non basta evitare l’assassinio.
Bisogna evitare qualsiasi atteggiamento che “uccida” il nostro prossimo: insulti, mormorazioni, pettegolezzi, bullismo, indifferenza…
In altre parole l’unico modo per non uccidere qualcuno è Amarlo…
La giustizia di Dio non è “giusta” secondo il punto di vista umano.
Gesù passeggiando per la strada della tua città incontra due poveri che chiedono l’elemosina. Al primo dà un panino, al secondo cinque.
Noi subito grideremmo allo scandalo… anche Gesù fa preferenze? Non è “giusto”…
Ma il primo era riuscito a mangiare qualche ora prima, mentre il secondo erano tre giorni che non toccava cibo…