Quaresima 3a Domenica

VANGELO DEL GIORNO: (Lc 13,1-9)

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

COMMENTO a cura di Mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo di Pompei

Gesù ci invita oggi alla conversione. Le sventure, le sofferenze, gli eventi luttuosi non vanno considerati come le punizioni divine, ma devono rappresentare occasioni per riflettere, per vincere l’illusione di poter vivere senza Dio e per cambiare vita. Spesso assistiamo a fatti che ci sconvolgono.
Le parole di Gesù: «Se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo» (Lc 13,3) ci invitano a riflettere sulla caducità della condizione umana.

L’importante è ascoltare la voce di Dio che, attraverso la coscienza ed i fatti della vita quotidiana, ci chiama ad un cambiamento di vita, alla conversione. Frequentemente noi siamo proprio come quel fico di cui Gesù parla nel Vangelo: un fico sterile, nonostante tutte le cure del giardiniere. Ma Dio ha pazienza ed attende.

A volte ci richiama e ci mette in guardia, con eventi dolorosi o drammatici, che toccano noi o la società, ma Dio non si stanca mai di noi. Vuol farci recuperare il significato trascendente della vita: una vita comprata a caro prezzo dal sangue di Cristo e che deve essere vissuta alla luce della fede, con la comunione e la carità verso tutti i fratelli.

Approfittiamo della Quaresima: facciamo il proposito, in quest’Anno Giubilare della Misericordia, di rinunciare al male e di accettare con fede la volontà di Dio nella nostra vita.

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