VANGELO DEL GIORNO: (Lc 4,1-13)
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
COMMENTO a cura di Mons. Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei
Gesù, dopo il battesimo, mosso dallo Spirito Santo, si reca nel deserto, dove per 40 giorni viene tentato dal diavolo. Nella tradizione biblica, il deserto è il luogo della preghiera, della prova, delle scelte.
Anche noi viviamo nel deserto: in situazioni di prova, di tentazione, di scelte, di lotta. Siamo sempre tentati di porre il nostro egoismo in esclusione del primato di Dio. L’esempio di Gesù ci aiuta a lottare e a vincere il maligno.
Il digiuno che ci viene chiesto, alcuni giorni della Quaresima, non è solo un digiuno materiale, ma anche spirituale: digiunare a noi stessi, rinnegare noi stessi, per mettere Dio al primo posto.
Gesù ci ricorda che la nostra esistenza dipende da Dio e, dunque, se cediamo alla tentazione è come se dicessimo “no” a Dio, volgessimo le spalle al nostro Creatore e Signore, come se non esistesse. Gesù, invece, dice il suo “sì” al Padre.
Aderisce a Lui ed, in questo modo, si rivela Figlio di Dio. La sua è l’adesione amorosa alla volontà del Padre. Iniziamo insieme la nostra Quaresima accettando l’invito alla conversione, a raddrizzare, cioè, la nostra rotta.
Sia la Parola di Dio da noi vissuta l’antidoto al male, la nostra forza nella lotta contro il tentatore, contro il rivale di Dio, contro colui che vorrebbe usurpare il posto di Dio nel nostro cuore.
Keep Lent e buona domenica!